Il sorriso della Donna che sa

Quando una donna mi guarda la pancia, scopro un sorriso nascerle sul volto.
Un sorriso che esprime un mix di solidarietà, affetto e nostalgia, verso una creatura che si prepara a venire al mondo, verso una donna che si prepara a divenire Madre.
Quel sorriso esprime il nostro potere creativo che si risveglia proprio di chi dona, nutre e cura.

Come se indipendentemente dall'essere mamme o meno le Donne conoscessero,
un po' streghe e un po' fate, l'universo che la mia rotondità racchiude.

E tutte insieme, in un meraviglioso girotondo siamo ancora al servizio della vita.



L'allenatore


L'allenatore è una persona, e in quanto persona non può essere perfetto.
Ma prende continuamente decisioni affinché il suo team esprima il massimo del potenziale.
Spesso non ci dorme la notte per trovare soluzioni, per risolvere imprevisti, per pensare a come poter fare, e lavora ore e ore al giorno, anche più dei suoi atleti, per incastrare ogni pezzetto del puzzle al suo posto e assicurarsi che ogni cosa si svolga in maniera proficua.
E lo fa pur sapendo che non potrà mai mettere d'accordo tutti!

L'allenatore si confronta con il suo staff, spesso anche con i suoi giocatori, ma poi è consapevole che essendo il leader, l'ultima parola spetta a lui. Quindi si assume la responsabilità, non cerca alibi, non cerca colpevoli in campo o fuori, ma educa i suoi giocatori all'autonomia, alla mentalità vincente, al lavoro duro.

Spesso è antipatico, severo, nervoso, ai limiti dell'incomprensibile.
Ma è il tuo allenatore e sappi che anche in quei momenti sta facendo del suo meglio.
Forse sta cercando una reazione, forse rompe un equilibrio per crearne uno di più forte, forse ti abitua alla pressione a cui il tuo avversario ti sottoporrà in gara, forse ti sta spingendo oltre quelli che tu consideravi dei limiti.

E fa male. A volte lo vorresti strozzare perché già tutto ti sembra complicato e hai una quantità pazzesca di cose da dover gestire... perché ci si mette anche lui?!

Perché lui è lì per questo.
Ti allena. Ti sfida. Il suo compito è quello di portarti ad un livello superiore.
Tecnico, Fisico, Mentale.

L'allenatore ha necessariamente un disegno più completo di quello del singolo atleta e vuole il bene della squadra. 
Lavorerà sempre per ottenere il miglior risultato possibile.
Anche perché il culo è il suo.

Il tuo allenatore è una persona. Ricordatelo.
Il tuo allenatore, che tu ci creda o no sta dalla tua parte: esulta con te e piange con te. Magari di nascosto.
E sono certa che quando ti confronti con lui porti a casa sempre una lezione e un punto di vista che non avevi considerato.

Conviene fidarsi davvero, prendere il massimo che ti può dare e concentrarti solo a mettere grande intensità in ogni allenamento e gara.


Il coaching NON funziona!

Sai cosa ti dico?
Il coaching non funziona!

Ho iniziato il mio percorso come mental coach 5 anni fa, e forse la vita mi preparava già da molto prima per diventare questo tipo di professionista.
Per cui lo grido a gran voce: il coaching non funziona!

O meglio. Non funziona da solo. Nemmeno se hai al tuo fianco il mental coach più incredibile del pianeta!

Il mental coach che ti supporta, ti da strumenti, risorse, strategie, ... non basta.
Il vero grande lavoro lo fa il coachee che prende gli insegnamenti, gli spunti, le tecniche e le sperimenta nel suo campo d'azione ogni giorno.
Che studia e fa sua ogni frase che lo colpisce, ogni prospettiva, ogni nuovo e utile punto di vista.
Che ascolta e riascolta gli audio affinché diventino il pane quotidiano dei suoi ragionamenti.
Che prende del tempo e lo dedica alla profonda conoscenza di se stesso e alla pratica del coaching.

Esattamente come ha fatto Massimo, brillante pilota di aerei che mi ha contattata con l'obiettivo/sogno di superare l'esame (assessment) per diventare Capitano.

Massimo è felicissimo del lavoro che abbiamo fatto in questi mesi:
"Più passano i giorni e più mi rendo conto di quanto sia stato essenziale il lavoro fatto insieme.
Mi hai aiutato a formare la squadra che ha portato al conseguimento dell'obiettivo.
Non ho mai avuto dubbi su quanto fossi speciale.
Sei un esempio eccellente.
Grazie Giù".

Massimo ha raggiunto l'obiettivo perché ha studiato, ha applicato, ha messo in pratica e sperimentato i miei suggerimenti senza mollare mai.
Quotidianamente, con metodo, fiducia e determinazione.

Ci sono stati momenti difficili?
Momenti in cui l'emozione era alle stelle per questa prova così impegnativa?
Certo, eccome.
E li abbiamo vissuti, conosciuti, sfidati e affrontati.

Massimo ha superato l'esame con un punteggio ben oltre quello che ci siamo posti come tetto.
E io sono tremendamente orgogliosa di lui.

Questo è il genere di coachee che rende ancora più appassionata la mia missione.
Queste sono le persone che determinano ogni giorno, un mondo migliore.
Il coaching non funziona da solo.
Sono le persone che scelgono di farlo funzionare, sporcandosene le mani.
E creando vere e proprie magie nella loro vita.

Bravo Massimo Ciardi!


Le mie bolle di sapone

Aspettavo di sentirti.
Ma niente.
Qualche movimento che somigliava più a dell'aria intestinale che a te.
Mi dicevo:" Beh quando avvertirò il mio bambino sarà chiaro che è mio/a figlio/a, e non una futura puzzetta!"
E ci sorridevo su. Impaziente.

Ti sento in me fin dal primo giorno e percepisco il grande lavoro che stai facendo per entrare nel mondo, per svilupparti, affinarti e definirti immerso in questo nuovo universo di vibrazioni che continuamente ti modella.
Desideravo una tua manifestazione fisica.
Ti parlavo, cercando un codice fatto di respiri e di un tamburellare con le dita sulla pancia al quale tu potessi rispondere.

E poi mi hai fatto questo regalo!
Da qualche giorno vibri nel mio ventre, nuoti libero, bussi, ti fai spazio.
Mi dai il buongiorno, la buonanotte e reclami la mia attenzione "Mamma sono qui! Sono sveglio!"
L'altra sera ti ha sentito e visto muoverti per la prima volta anche papà.
Si è emozionato

Un battito d'ali di farfalla?
Mmm no, non tu.
Un serpentello?
Nemmeno.
Bollicine?
Non esattamente.

Sai a cosa somigli?
A tante colorate bolle di sapone che giocano tra loro e che quando si incontrano scoppiano di gioia.
Sí, sei bello come le bolle di sapone.
Rifletti tutto il mondo incantato e protetto che vivi lì dentro, facendomene percepire la realtà, la dimensione, la composizione.
Mi mostri la matrice da cui provieni e nella quale ti sei stabilito.
Dove i rumori sono musica e ritmo che tu capti attraverso le tue antenne.
La mia voce vibra e attiva ogni tua cellula, insegnandoti la vita.
Il movimento nel mio lago caldo è cullato, nuotato, leggero e sospeso.
Le immagini bellissime del mondo e delle persone che vedi sono quelle che io sto selezionando con cura per te.

Che grande responsabilità mi dai! Quale compito sacro!

Navighi tra le mie endorfine e provi il mio piacere e insieme modelliamo la tua capacità di imparare, pensare e sentire.
Impari attraverso il mio tocco e quello di papà, impari attraverso i suoni, acquisisci informazioni.
Lingua, musica, canto parole belle e brutte ti rimangono impresse.
Così come riconosci l'intensità con cui io e papà ci amiamo.

So che ci incontriamo nei sogni, anche se non li ricordo, e insieme li ci conosciamo meglio, ci fondiamo l'uno nell'altro e sconfiggiamo le reciproche paure.
Continua a contare su di me, come io conto su di te.

Il mondo ti aspetta piccolo mio.


Donna

Tante amiche Donne mi hanno detto "Goditi questo periodo della gravidanza, è magico".

Subito non capivo cosa intendessero, ma mi fidavo, ed ero curiosa di lasciarmi sorprendere.
D'altronde, si chiama "stato interessante"!

Devo dire che i primi mesi non sono stati facili: vomito, nausee, malessere, fastidio per ogni odore e profumo, persino per i miei piatti preferiti, tanta stanchezza, dubbi, a volte paure.
Ma sapevo che era una condizione necessaria, naturale, transitoria, sana, a fare sì che il mio corpo si abituasse ad una nuova vita e che la mia consapevolezza facesse spazio ad un diverso sentire.
Ammetto di non essere stata sempre di buonumore, (e Gianluca anche in questo si è rivelato prezioso) perché in alcuni momenti è stata proprio dura.
Ma mai, mai, mai nemmeno per un singolo conato di vomito è mancato l'amore verso la nostra creatura.

Oggi la mia condizione è completamente cambiata.
Sono quasi a metà gravidanza e posso dichiarare con gioia di non essere mai stata cosí felice in tutta la mia vita.
Lo stato che provo più frequentemente è la Beatitudine: "...Perfetta felicità derivante dalla contemplazione di Dio concessa alle anime del Paradiso".

Ed è così: mi sento Sacra, Benedetta.
Mi ritrovo a pregare spessissimo solo per dire "grazie", per dire "grazie che ci proteggi", per dire "Ti Sento tra di noi".

E questo stato di Grazia non arriva da fuori: non da una medaglia, non da una convocazione in nazionale, non dal "brava" di un genitore, o di un fan, o di un allenatore, non da un complimento di un uomo, o dalla risposta del tuo specchio, o da un risultato lavorativo.

Arriva da dentro, arriva da me.
Arriva dal mio corpo che sto imparando ad amare nonostante io non veda più il mio fisico di atleta.
Arriva dalla mia pancia che pulsa, respira, vive, nuota.
Arriva da Madre Terra che mi indica la strada.

Arriva dal fatto di essere Donna.
La donna che crea, che intuisce, che comprende, che è completa.
La donna che è rotonda, morbida, dolce, che sa arrendersi.
La donna che si inchina alla terra e si offre al cielo.
La donna che impara a dire "No!" e a farsi rispettare e venerare come merita.
La donna che per sua condizione procrea sempre, la donna che è sempre incinta, anche se non è mamma.

Mi sono data il permesso di essere vulnerabile.
Non serve più vestire i panni della guerriera.

Adesso mi basta essere me stessa.



Il mio pancino, il mio bambino.

Come cresci piccolo seme d'amore.

Sei il Sole e la Luna insieme, dentro di me.

Tu mi rendi divina.





I giorni del dio Sole

Sono giorni magici, sono i giorni del Dio Sole.

"Il solstizio d'estate è il giorno più lungo dell'anno, la festa di Mezza Estate.
È il momento dell'unione feconda di Cielo e Terra, momento di compimento, celebrazione di fuoco e allegria.
E' il momento per le feste, la musica, le danze e i falò: il tutto per onorare il Dio Sole e incoraggiarlo a raggiungere la sua massima potenza.

La Dea, che nel suo aspetto di fanciulla ha incontrato il giovane Dio adesso è Madre, incinta, così come la Terra è pregna del prossimo raccolto.
La Madre regna come Regina dell'Estate ed è attraverso lei che il suo Consorte raggiunge la realizzazione del ruolo e del suo ultimo sacrificio.

Lei è la Terra; lui è l'energia e il calore che è entrato in lei per far nascere nuova vita.
La sua energia esploderà con il raccolto."

Tratto da "La città della luce".