Sei nel mio spazio

E niente.
Sono innamorata.
Di un amore nuovo, di un prendersi cura, di un ascolto mai sentito finora.

Forse risulto noiosa.
Ma così è.
Ed è totalizzante, vivo, completo, magico.

Ci sei ogni giorno di più e non posso considerare nessuna mia azione senza pensare a te.

Sei dentro. Nel mio spazio. Ti allarghi.
Respiri. Ti nutri attraverso il mio corpo.

Metto da parte i miei organi per farti trovare abitabilità.
Metto da parte il mio senso estetico affinché tu ti sviluppi.
Metto da parte la mia comodità per farti stare comodo.
Metto da parte le mie ambizioni per essere a tua disposizione.
Archivio i miei abiti preferiti per vestirmi di noi.
Divento coraggiosa perché so che conti su di me.
Dico dei "no, non posso".
Scelgo te.

Alcune di queste cose non le avevo mai fatte, mentre tu mi stai dando l'opportunità di sperimentarle.

9 mesi sono lunghi.
Ma 9 mesi sono necessari.

In questo tempo così saggio datoci da Madre Natura, la sostanza Donna si trasforma completamente in prodotto Mamma.

È un processo irreversibile.
"...che non può essere riportato allo stato iniziale, né annullato".

Non si torna indietro, non più.





Con lo sport coaching... trovi il tuo swing


"Guarda come prova lo swing... sembra quasi che stia cercando qualcosa.
Poi lo trova, fa in modo di mettersi in contatto con se stesso... trova la concentrazione e ha tanti colpi tra cui scegliere un duf, un top, un scal, ma c'è soltanto un colpo che è in perfetta armonia con il campo, un colpo che è il suo, un colpo autentico e lui sceglierà proprio quel colpo.

C'è un colpo perfetto che cerca di raggiungere ciascuno di noi... non dobbiamo fare altro che toglierci dalla sua traiettoria, lasciare che lui scelga noi...
guardalo è nel Campo. 

Vedi quella bandiera?
È un bel drago da sconfiggere ma se lo guardi con occhi gentili, vedrai il punto in cui le maree e le stagioni e il roteare della terra, tutto si incontra e tutto ciò che è diventa uno, tu devi cercare quel posto con il tuo cuore.
Cercalo con le mani, non pensarci troppo, sentilo... le tue mani sono più saggie di quanto sarà mai la tua testa, ma non ti ci posso portare io... spero solo di poterti aiutare a trovare la via.
Ci sei solo tu, quella palla, quella bandiera e tutto ciò che sei.
Cercalo con le mani... lo stai guardando Juna non pensarci troppo... sentilo... sei solo tu... quella palla è il rifugio del tuo autentico swing, quella bandiera e tutto ciò che sei. "

La leggenda di Bagger Vance

Per sapere come lo sport coaching può aiutarti a trovare il tuo colpo perfetto scrivimi a g.momoli@ekis.it




Cosa distingue i veri campioni

È sempre facile essere concentrati e "pronti" alla sfida quando veniamo dati per perdenti, ma la vera arte del professionismo sta nell'eseguire una buona performance quando gli altri si aspettano che abbiamo successo: questo distingue i veri campioni.

Phil de Glanville



Intimità con il mio bambino

Questi momenti con te sono frequenti e sempre più intimi.
Poco dopo le 5, dopo l'ennesima pipì, sono sveglia.
È ancora buio.
Tutto tace nella stanza e fuori, i miei movimenti sono quanto più posso limitati per non creare disturbo....
Ho l'impulso a volermi distrarre: leggere libri o articoli, perdere tempo al telefono, farmi tornare il sonno con degli esercizi.
La mia mente corre veloce.
Avanti e indietro.
Ascolto i disagi che mi restituisce il corpo, immagino come sarà, immagino come sarai, immagino tutto quello che dovrei fare e non sto facendo e mi riempio la testa di così tanti buoni propositi che dormire diventa la cosa meno plausibile.

Poi ci pensi tu a riportarmi nel presente.
Un colpo, un sussulto, un soffio, una nuotata da qui a lì.

"Sei già sveglia mamma? Riposati..."

Metto una mano nella pancia così che tu possa sentire il mio calore, e ricordo di respirare insieme a te.
Mi rispondi, e mi fai sentire avvolta in un miracolo.

Ti dico che sto bene e che puoi continuare a dormire, se vuoi.
E mentre ti sento e mi affido alla grande saggezza della tua anima venuta da lontano, tutto è più calmo.
Ed è già mattino.



Arrendersi al pianto

Mi capita di arrendermi al pianto.
Ho imparato a concedermelo.
Anche se non ne sono arrivata ancora davvero in fondo, mi sento sulla strada giusta.
L'ho sempre più o meno fatto: ogni tot mesi si manifesta il motivo per sfogarsi e lasciar andare.
Una piccola ultima cosa che attiva il flusso completo.

A te succede?

Pesi, frustrazioni, ingiustizie, responsabilità, stanchezza. Tutto fuori.

Ora, in gravidanza, credo di aver conosciuto e sperimentato un nuovo livello di "disperazione femminile".
Piango.
Mi scendono lacrime velocissime. Incontrollabili.
E dopo pochi minuti in cui "tiro su con il naso" inizio a singhiozzare, a contorcermi, a lamentarmi.
Non credo sia solo una questione ormonale, ma sono certa che Madre Natura ci metta sapientemente davanti a tale esperienza.
In passato decidevo intenzionalmente di fermarmi perché avevo timore di scoprire dove sarei potuta arrivare... lì giù in basso... troppo.
Ma adesso mi spingo sempre un pochino oltre, fino a che il processo non si compie. Ora ho la percezione di perdere parte di quel controllo dal quale ho la tendenza a farmi dirigere.

È liberatorio.
È necessario.
È propedeutico.

Lascio che il pianto scorra, che mi invada, che mi tappi il naso tanto da non riuscire a respirare.
Ascolto dove si localizza la tensione nel mio corpo, dove ha origine, quale è la sua forma.
La accolgo.
Mi abbandono per sciogliere quel turbamento nel quale la mia anima si trova imprigionata.

Gianluca è lì: mi tiene, mi accarezza, respira con me, mi asciuga le lacrime, mi culla, mi sussurra "va tutto bene", è presente.
Lo fa in modo adorabile e pregno d'amore.

Ma io sono inconsolabile fino a che il processo non si esaurisce.
Come se accedessi ad un nuovo livello di profondità, ad un dolore non solo mio.
Come se dovessi sradicare un disagio antico trasmessomi dalle mie antenate, come se ri-vivessi la mia venuta al mondo.
Come se mi dovessi rinnovare e liberare per prepararmi a lasciarmi andare.
Fino ad attingere e conoscere tutta la mia forza.

Sembra l'eruzione di un vulcano con l'andamento della lava: si scatena, mi attraversa e poi scarica all'esterno.
Fa piazza pulita, brucia e trascina con sè le cose vecchie e nascoste che magari ho trattenuto per tanto tempo senza mai esprimere.

So che la mia creatura sente ogni sussulto, ogni gemito, ogni contrazione.
Ma non voglio nascondermi o tacermi.
Deve sapere che mamma sta lavorando con impegno per divenire la migliore versione di se stessa.

Lascio completamente le redini del comando alla mia divinità interiore, mi infilo nella porta che mi suggerisce... sono confusa, incredula, dolorante... fino a che in un attimo tutto diventa pace, silenzio, intuito, saggezza, quiete.

E incontro la soffice leggerezza.


Non c'è giudizio, solo perdono.
In me affiorano espansione, nutrimento e verità.


Il processo è compiuto e mi addormento serena, stretta in un abbraccio d'amore.

Non avere paura di perderti e di arrenderti alla forza enorme che ti abita.
Abbi fiducia nel tuo corpo e danza insieme alla Donna che è in te, lei sa sempre cosa fare.

"Le donne spalancano porte dove non ce ne sono, e le spalancano e le varcano verso una vita nuova."
C.Pinkola Estès



Auguri nonna!

84 anni di te, nonnina mia.

Con i tuoi modi a volte singolari di dimostrare amore, la tua pelle da bambina, le tue presenze/assenze, i tuoi sorrisi luminosi.
Con le tue preghiere, la tua devozione a Gesù e alla Madonna, la delicatezza delle tue abitudini e la forza di chi sa farsi rispettare.
Con il tuo profumo di buono, la sensibilità che ti fa commuovere quando racconti storie vissute e quel pizzico di magia da guaritrice che hai in dono.

Ti amo, buon compleanno





Sono qui con te

Una domenica mattina insieme.
Abbiamo passeggiato in silenzio, esplorato nuovi percorsi nel bosco, chiacchierato del più e del meno, respirato la musica della Natura, scattato delle nuove foto e pregato.
Lo sai che la convivenza con te diventa ogni giorno più affascinante?

Anche la scorsa notte, che ho dormito da sola dopo quasi 6 mesi, non ho avuto mai paura perché tu eri accanto a me.
Certo, papà ci è mancato dato che con lui stiamo da favola, ma devo ammettere che io e te siamo una combinazione niente male e che ce la caviamo piuttosto bene!
Solo i tuoni ci hanno intimoriti (noi due non amiamo i rumori forti), ma è bastata la musica del carillon accoccolati nel piumone a farci tranquillizzare.

Non solo sei competente piccolo Spirito, sei già saggio Maestro.
Continua a prepararti intensamente alla Vita che verrà. Io lo faccio con te.

La mamma guatemalteca "quando arriva al settimo mese è il momento che si deve porre in relazione con tutta la natura, come vuole la nostra cultura.
Uscirà per i campi, se ne andrà a camminare per i monti.
E così il bambino comincia ad affezionarsi alla natura.
La madre sbriga i suoi lavori, poi esce a camminare, in comunione con gli animali e con tutta la natura, ben consapevole che il bambino sta assorbendo tutto questo e inizia un dialogo costante con il figlio mentre è ancora nel suo ventre.
Se ne va per i campi e spiega ogni particolare al figlio.
In tutte le culture tradizionali, siano esse africane, asiatiche o americane, si ritiene che durante la gestazione la donna debba essere circondata di bellezza.
"Si insegna alla donna ad avere pensieri poetici ed essere felice" dice un indiano Pueblo.
E una mamma dello Sri Lanka così afferma: "Bisogna fare di tutto per essere felici. Se si è felici lo sarà anche il bambino."
Le donne del subcontinente indiano durante la gravidanza leggono testi sacri e si soffermano a osservare immagini di divinità.
Deve essere vietato assolutamente ogni contatto con la morte: è vietato partecipare a funerali, assistere all'uccisione di animali ma oggi anche ascoltare le notizie del telegiornale.
Silenzio e isolamento sono le regole della donna incinta.
Ella vaga in preghiera nella pace delle foreste o nel seno delle praterie solitarie."

Tratto da "Sono qui con te" di Elena Balsamo.