Il sorriso della Donna che sa

Quando una donna mi guarda la pancia, scopro un sorriso nascerle sul volto.
Un sorriso che esprime un mix di solidarietà, affetto e nostalgia, verso una creatura che si prepara a venire al mondo, verso una donna che si prepara a divenire Madre.
Quel sorriso esprime il nostro potere creativo che si risveglia proprio di chi dona, nutre e cura.

Come se indipendentemente dall'essere mamme o meno le Donne conoscessero,
un po' streghe e un po' fate, l'universo che la mia rotondità racchiude.

E tutte insieme, in un meraviglioso girotondo siamo ancora al servizio della vita.



L'allenatore


L'allenatore è una persona, e in quanto persona non può essere perfetto.
Ma prende continuamente decisioni affinché il suo team esprima il massimo del potenziale.
Spesso non ci dorme la notte per trovare soluzioni, per risolvere imprevisti, per pensare a come poter fare, e lavora ore e ore al giorno, anche più dei suoi atleti, per incastrare ogni pezzetto del puzzle al suo posto e assicurarsi che ogni cosa si svolga in maniera proficua.
E lo fa pur sapendo che non potrà mai mettere d'accordo tutti!

L'allenatore si confronta con il suo staff, spesso anche con i suoi giocatori, ma poi è consapevole che essendo il leader, l'ultima parola spetta a lui. Quindi si assume la responsabilità, non cerca alibi, non cerca colpevoli in campo o fuori, ma educa i suoi giocatori all'autonomia, alla mentalità vincente, al lavoro duro.

Spesso è antipatico, severo, nervoso, ai limiti dell'incomprensibile.
Ma è il tuo allenatore e sappi che anche in quei momenti sta facendo del suo meglio.
Forse sta cercando una reazione, forse rompe un equilibrio per crearne uno di più forte, forse ti abitua alla pressione a cui il tuo avversario ti sottoporrà in gara, forse ti sta spingendo oltre quelli che tu consideravi dei limiti.

E fa male. A volte lo vorresti strozzare perché già tutto ti sembra complicato e hai una quantità pazzesca di cose da dover gestire... perché ci si mette anche lui?!

Perché lui è lì per questo.
Ti allena. Ti sfida. Il suo compito è quello di portarti ad un livello superiore.
Tecnico, Fisico, Mentale.

L'allenatore ha necessariamente un disegno più completo di quello del singolo atleta e vuole il bene della squadra. 
Lavorerà sempre per ottenere il miglior risultato possibile.
Anche perché il culo è il suo.

Il tuo allenatore è una persona. Ricordatelo.
Il tuo allenatore, che tu ci creda o no sta dalla tua parte: esulta con te e piange con te. Magari di nascosto.
E sono certa che quando ti confronti con lui porti a casa sempre una lezione e un punto di vista che non avevi considerato.

Conviene fidarsi davvero, prendere il massimo che ti può dare e concentrarti solo a mettere grande intensità in ogni allenamento e gara.


Il coaching NON funziona!

Sai cosa ti dico?
Il coaching non funziona!

Ho iniziato il mio percorso come mental coach 5 anni fa, e forse la vita mi preparava già da molto prima per diventare questo tipo di professionista.
Per cui lo grido a gran voce: il coaching non funziona!

O meglio. Non funziona da solo. Nemmeno se hai al tuo fianco il mental coach più incredibile del pianeta!

Il mental coach che ti supporta, ti da strumenti, risorse, strategie, ... non basta.
Il vero grande lavoro lo fa il coachee che prende gli insegnamenti, gli spunti, le tecniche e le sperimenta nel suo campo d'azione ogni giorno.
Che studia e fa sua ogni frase che lo colpisce, ogni prospettiva, ogni nuovo e utile punto di vista.
Che ascolta e riascolta gli audio affinché diventino il pane quotidiano dei suoi ragionamenti.
Che prende del tempo e lo dedica alla profonda conoscenza di se stesso e alla pratica del coaching.

Esattamente come ha fatto Massimo, brillante pilota di aerei che mi ha contattata con l'obiettivo/sogno di superare l'esame (assessment) per diventare Capitano.

Massimo è felicissimo del lavoro che abbiamo fatto in questi mesi:
"Più passano i giorni e più mi rendo conto di quanto sia stato essenziale il lavoro fatto insieme.
Mi hai aiutato a formare la squadra che ha portato al conseguimento dell'obiettivo.
Non ho mai avuto dubbi su quanto fossi speciale.
Sei un esempio eccellente.
Grazie Giù".

Massimo ha raggiunto l'obiettivo perché ha studiato, ha applicato, ha messo in pratica e sperimentato i miei suggerimenti senza mollare mai.
Quotidianamente, con metodo, fiducia e determinazione.

Ci sono stati momenti difficili?
Momenti in cui l'emozione era alle stelle per questa prova così impegnativa?
Certo, eccome.
E li abbiamo vissuti, conosciuti, sfidati e affrontati.

Massimo ha superato l'esame con un punteggio ben oltre quello che ci siamo posti come tetto.
E io sono tremendamente orgogliosa di lui.

Questo è il genere di coachee che rende ancora più appassionata la mia missione.
Queste sono le persone che determinano ogni giorno, un mondo migliore.
Il coaching non funziona da solo.
Sono le persone che scelgono di farlo funzionare, sporcandosene le mani.
E creando vere e proprie magie nella loro vita.

Bravo Massimo Ciardi!


Le mie bolle di sapone

Aspettavo di sentirti.
Ma niente.
Qualche movimento che somigliava più a dell'aria intestinale che a te.
Mi dicevo:" Beh quando avvertirò il mio bambino sarà chiaro che è mio/a figlio/a, e non una futura puzzetta!"
E ci sorridevo su. Impaziente.

Ti sento in me fin dal primo giorno e percepisco il grande lavoro che stai facendo per entrare nel mondo, per svilupparti, affinarti e definirti immerso in questo nuovo universo di vibrazioni che continuamente ti modella.
Desideravo una tua manifestazione fisica.
Ti parlavo, cercando un codice fatto di respiri e di un tamburellare con le dita sulla pancia al quale tu potessi rispondere.

E poi mi hai fatto questo regalo!
Da qualche giorno vibri nel mio ventre, nuoti libero, bussi, ti fai spazio.
Mi dai il buongiorno, la buonanotte e reclami la mia attenzione "Mamma sono qui! Sono sveglio!"
L'altra sera ti ha sentito e visto muoverti per la prima volta anche papà.
Si è emozionato

Un battito d'ali di farfalla?
Mmm no, non tu.
Un serpentello?
Nemmeno.
Bollicine?
Non esattamente.

Sai a cosa somigli?
A tante colorate bolle di sapone che giocano tra loro e che quando si incontrano scoppiano di gioia.
Sí, sei bello come le bolle di sapone.
Rifletti tutto il mondo incantato e protetto che vivi lì dentro, facendomene percepire la realtà, la dimensione, la composizione.
Mi mostri la matrice da cui provieni e nella quale ti sei stabilito.
Dove i rumori sono musica e ritmo che tu capti attraverso le tue antenne.
La mia voce vibra e attiva ogni tua cellula, insegnandoti la vita.
Il movimento nel mio lago caldo è cullato, nuotato, leggero e sospeso.
Le immagini bellissime del mondo e delle persone che vedi sono quelle che io sto selezionando con cura per te.

Che grande responsabilità mi dai! Quale compito sacro!

Navighi tra le mie endorfine e provi il mio piacere e insieme modelliamo la tua capacità di imparare, pensare e sentire.
Impari attraverso il mio tocco e quello di papà, impari attraverso i suoni, acquisisci informazioni.
Lingua, musica, canto parole belle e brutte ti rimangono impresse.
Così come riconosci l'intensità con cui io e papà ci amiamo.

So che ci incontriamo nei sogni, anche se non li ricordo, e insieme li ci conosciamo meglio, ci fondiamo l'uno nell'altro e sconfiggiamo le reciproche paure.
Continua a contare su di me, come io conto su di te.

Il mondo ti aspetta piccolo mio.


Donna

Tante amiche Donne mi hanno detto "Goditi questo periodo della gravidanza, è magico".

Subito non capivo cosa intendessero, ma mi fidavo, ed ero curiosa di lasciarmi sorprendere.
D'altronde, si chiama "stato interessante"!

Devo dire che i primi mesi non sono stati facili: vomito, nausee, malessere, fastidio per ogni odore e profumo, persino per i miei piatti preferiti, tanta stanchezza, dubbi, a volte paure.
Ma sapevo che era una condizione necessaria, naturale, transitoria, sana, a fare sì che il mio corpo si abituasse ad una nuova vita e che la mia consapevolezza facesse spazio ad un diverso sentire.
Ammetto di non essere stata sempre di buonumore, (e Gianluca anche in questo si è rivelato prezioso) perché in alcuni momenti è stata proprio dura.
Ma mai, mai, mai nemmeno per un singolo conato di vomito è mancato l'amore verso la nostra creatura.

Oggi la mia condizione è completamente cambiata.
Sono quasi a metà gravidanza e posso dichiarare con gioia di non essere mai stata cosí felice in tutta la mia vita.
Lo stato che provo più frequentemente è la Beatitudine: "...Perfetta felicità derivante dalla contemplazione di Dio concessa alle anime del Paradiso".

Ed è così: mi sento Sacra, Benedetta.
Mi ritrovo a pregare spessissimo solo per dire "grazie", per dire "grazie che ci proteggi", per dire "Ti Sento tra di noi".

E questo stato di Grazia non arriva da fuori: non da una medaglia, non da una convocazione in nazionale, non dal "brava" di un genitore, o di un fan, o di un allenatore, non da un complimento di un uomo, o dalla risposta del tuo specchio, o da un risultato lavorativo.

Arriva da dentro, arriva da me.
Arriva dal mio corpo che sto imparando ad amare nonostante io non veda più il mio fisico di atleta.
Arriva dalla mia pancia che pulsa, respira, vive, nuota.
Arriva da Madre Terra che mi indica la strada.

Arriva dal fatto di essere Donna.
La donna che crea, che intuisce, che comprende, che è completa.
La donna che è rotonda, morbida, dolce, che sa arrendersi.
La donna che si inchina alla terra e si offre al cielo.
La donna che impara a dire "No!" e a farsi rispettare e venerare come merita.
La donna che per sua condizione procrea sempre, la donna che è sempre incinta, anche se non è mamma.

Mi sono data il permesso di essere vulnerabile.
Non serve più vestire i panni della guerriera.

Adesso mi basta essere me stessa.



Il mio pancino, il mio bambino.

Come cresci piccolo seme d'amore.

Sei il Sole e la Luna insieme, dentro di me.

Tu mi rendi divina.





I giorni del dio Sole

Sono giorni magici, sono i giorni del Dio Sole.

"Il solstizio d'estate è il giorno più lungo dell'anno, la festa di Mezza Estate.
È il momento dell'unione feconda di Cielo e Terra, momento di compimento, celebrazione di fuoco e allegria.
E' il momento per le feste, la musica, le danze e i falò: il tutto per onorare il Dio Sole e incoraggiarlo a raggiungere la sua massima potenza.

La Dea, che nel suo aspetto di fanciulla ha incontrato il giovane Dio adesso è Madre, incinta, così come la Terra è pregna del prossimo raccolto.
La Madre regna come Regina dell'Estate ed è attraverso lei che il suo Consorte raggiunge la realizzazione del ruolo e del suo ultimo sacrificio.

Lei è la Terra; lui è l'energia e il calore che è entrato in lei per far nascere nuova vita.
La sua energia esploderà con il raccolto."

Tratto da "La città della luce".



La piscina

Oggi ho portato il mio pancino in piscina.
Pensavo "tra un po' di lavoro e l'altro mi faccio delle belle nuotate così restiamo freschi e ci alleniamo".

Non avevo considerato l'oratorio.

Ebbene, dopo una iniziale mezz'ora di quasi imbarazzante silenzio immersa nel verde e nella quiete, arriva lo schiamazzo fin dal parcheggio di un centinaio di bambini pronti a divertirsi.
Entrano, con colorati zainetti e cappellini, in una finta fila ormai ingestibile, si appostano nelle zone dedicate e dopo venti secondi sono già nudi e costumati con la cuffia in testa che si esortano l'un l'altro: "Andiamo!".

La vasca apre alle 10 in punto, lo scivolo anche, e loro si precipitano in acqua armati di occhialini e di tuffi a bomba.
Molto bene.
Ora la densità della piscina è di 13 bambini per metro quadrato.
Rimando la mia nuotata a più tardi.

Lavoro e li osservo.
Li osservo e lavoro.
La piscina grande è distante circa 70 metri di prato dalla seconda piscina con lo scivolo.
Quindi è un continuo via-vai.
Corrono. Dio quanto corrono.
Con e senza ciabatte.
Corrono.
Pieni di energia ed entusiasmo, come se ogni momento fosse prezioso e da sfruttare al massimo.
Li guardo affascinata e il cuore mi sorride.
Mi chiedo quando è l'esatto momento in cui smettiamo di correre qua e là e decidiamo che per spostarci dobbiamo camminare.
Ero come loro, e ricordo perfettamente le giornate in piscina in pullman con la parrocchia.
Estasianti.
La sera prima io e i miei fratelli ci addormentavamo a fatica per l'emozione!

Si stava in acqua fino a che non eri obbligato da qualche orario o regola ad uscire, si girava sullo scivolo all'infinito impazienti per le lunghe code.
Si mangiava il proprio panino all'ombra, ancora bagnati, con l'asciugamano appoggiato sulle spalle.
E se avevi ancora fame e la mamma ti aveva dato un soldino, per merenda ti compravi la pizzetta al bar.
Ricordo ancora quel profumo.
Era un continuo movimento, una corsa, un gioco, una scoperta, un godimento.

Un vero e proprio tuffo nel passato e la certezza che certe cose non cambiano mai.
Prima di andarmene chiedo ad una ragazza della piscina quando tornano i bambini dell'oratorio.
"Venerdì ", mi dice.
"Ok, a venerdì allora!", rispondo io.

Non so perché mi abbia guardata in modo strano.



Esempio del coaching pre-gara

Questa foto risale a 8 anni fa.
Mi ero abituata a disegnare con la penna, un piccolo pallone sulla mia mano sinistra prima di lasciare la stanza d'albergo e recarmi al campo da gioco.
Era parte della mia routine pre-gara.

A cosa mi serviva?
A stare nel presente quando durante la partita vivevo un momento difficile: io guardavo quella piccola palla e tornavo nel qui e ora
A ricordarmi perché amavo tanto giocare. All'interno di quel disegno invisibile ai più, avevo messo le mie intenzioni, la mia passione e tutti i motivi per cui adoravo giocare a beach volley. Durante le fasi importanti della partita connettermi con quella piccola palla mi dava una sensazione di fiducia, divertimento, determinazione e leggerezza.

Era un rituale "magico" per me.

Grazie al mio lavoro da mental coach ho poi compreso anche il "dietro le quinte" di questo meccanismo (ancoraggio) dal potere incredibile.
Lo considero uno strumento straordinario che ogni atleta dovrebbe conoscere e avere a disposizione durante i suoi incontri per essere ancora più performante.

Il coaching è anche questo: è metterti a disposizione strumenti e strategie per guidare il tuo gioco nella direzione dei tuoi sogni.

Casa

E quel tuo profumo di fiori preferito che credi sia gelsomino, ma che invece è Casa.

Il coaching ti fa crescere

Il mio cuore è sempre molto felice quando i miei coachee ottengono soddisfazioni.

Non solo in termini di risultati, ma di nuove e solide consapevolezze.
Davvero Bravo Mimmo Cilenti! :)




Accendiamo la mente

Si è concluso un viaggio bellissimo di 5 incontri a Guastalla (RE) attraverso noi stessi, le nostre emozioni e l'utilizzo della nostra mente.
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In questi incontri abbiamo affrontati i temi:
1. Obiettivi
2. Gestione del tempo
3. Comunicazione efficace
4. L'autostima
5. Gestione dello stato d'animo.

Grazie a chi ha permesso tutto questo e grazie alle meravigliose persone che hanno partecipato con tanto entusiasmo!
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Facciamo un lavoro straordinario!


Vice Campionesse d'Europa con il coaching

Hanno definito il vostro numero "maestoso".
È proprio così: questo numero è nobile, elegante, imponente e regale.
E voi lo avete interpretato in modo grandioso, da vere Regine e Campionesse.

Non solo in pista ieri, ma in ogni particolare curato in questo periodo.

Sono davvero fiera di voi.
Precision Team Albinea è vice campione d'Europa!


Ti piace il tuo lavoro?

"L'unico modo di fare un ottimo lavoro è amare quello che fai.
Se non hai ancora trovato ciò che fa per te, continua a cercare, non fermarti, come capita per le faccende di cuore, saprai di averlo trovato non appena ce l'avrai davanti.
E, come le grandi storie d'amore, diventerà sempre meglio col passare degli anni.
Quindi continua a cercare finché non lo troverai.

Non accontentarti.
...
Sii affamato.
Sii folle
."


Steve Jobs

La vita mi ha regalato solo grandi Passioni, che poi si sono trasformate in Lavori meravigliosi.
Prima lo sport, ora il coaching: non posso che esserne grata.
O forse sono io a non essermi mai accontentata e ad essere stata un po' folle?



Le mie Donne, le mie radici


La nostra Forza si trova nell'Amore.
La cerchiamo ovunque: fuori, dentro, in altre città, libri,... senza sosta.
Questa volta l'ho cercata a Casa.

Ho fatto una sorpresa alla mia famiglia, ma il regalo l'ho ricevuto io.
Avevo il grande desiderio di circondarmi di Donne Speciali, Donne di sangue.
Il mio.

E per grande fortuna molte di loro in questi giorni dimorano sotto lo stesso tetto.
Ho dedicato Tempo alla mia Mamma, alla mia dolce Nonna, tempo alla mia zia del Canada che si chiama Giulia e in onore della quale porto il suo nome. Tempo sfiorato ma intenso con mia sorella.
Abbiamo ricordato la nonna Fidalma nell'anniversario del suo ritorno verso il cielo, ombra che da sempre passeggia tra una finestra e l'altra di casa diffondendo la sua protezione a noi tutti.
Più i miei sensi sono a contatto con queste Donne, più il mio cuore si espande e la mia inquietudine trova il dolce luogo dove essere accarezzata.
La mente si fa più nitida e l'anima si schiude per respirare nuova Comprensione.
Le storie sulla forza di mia nonna Fidalma mi trasmettono da sempre coraggio e attaccamento alla famiglia: mamma di 12 figli, un marito e una casa da accudire.
Una di quelle Donne che c'era per tutti, amorevole e severa nella giusta misura.
Di Fede incrollabile.
Una di quelle mamme che con risolutezza riusciva a ricavare da un pollo molte più cosce di quante la natura gli potesse concedere, affinché ognuno avesse la sua parte preferita.
Dalle storie di chi l'ha vissuta ho appreso che la guerra c'è stata anche a casa mia: che per 6 mesi non hanno potuto accendere la luce, che il nonno aveva scavato un buco dentro il quale la mia famiglia si nascondeva quando suonava la sirena dei bombardamenti.
I bambini avevano paura e ricordano ancora le urla nella notte dei vicini provenire dalla nostra via: " hanno ucciso mio figlio!" o i cadaveri impiccati in piazza.
Le galline erano stipate e rinchiuse in uno spazio tanto minuscolo che, a guerra finita, hanno impiegato 40 giorni per tornare a camminare naturalmente.
Gli aerei erano talmente tanti da oscurare il sole "facevano buio" e il maiale conservato in pezzi veniva nascosto in giardino dentro barili di latta coperti di sabbia e ramaglie, per proteggerlo dai saccheggiamenti.
La nonna lavava le camicie che i tedeschi le portavano, la ricompensavano con qualche provvista.
Ogni tanto aiutava qualcuno dei soldati a scappare "avevano un cuore anche loro": gli infilava un salame dentro lo stivale, li vestiva con qualche suo abito da donna, li sedeva sul palo della bici e li portava sui campi, lontano, per poi lasciarli fuggire.
Lo faceva anche con i prigionieri, alcuni di questi sono tornati a casa nostra dopo 30 anni a ringraziarla.
Ho scoperto che la nonna quotidianamente per decine di anni ha scritto una lettera in Canada alla zia Giulia, (la sua figlia maggiore emigrata per cercare fortuna) il mio papà andava ad imbucarla, e zia faceva lo stesso di ritorno.
Ogni giorno.
Il pomeriggio alle 16 quando passava il postino, nonna si preparava il caffè e si metteva seduta alla luce della finestra a leggere le notizie d'oltre oceano.
Sono stata avvolta da storie di famiglia, di dettagli, di avventure, di bellezza, di sacrificio, di cura.
Come un'apina ho succhiato con grande curiosità il nettare di questi fiori pregiati per volerne trattenere la saggezza, l'esperienza, la praticità, la Fede.

E la sensazione che nutro nel cuore in questo momento è di profondo Amore.

Per andare avanti devi sapere cosa c'è dietro.
Per progredire è necessario conoscere e nutrire ciò da cui siamo sostenuti.


Fraternità

Che poi bisogna sempre ricordare da dove siamo partiti.
Perché è lì che presto o tardi, sicuri, torneremo.

Dall'Unione, dall'Amore, dalla Fraternità.

Mani dentro braccia tra i piedini.
Sostegno.
Vicinanza.
Presenza.
Responsabilità.



Amare

Trovate la "vostra persona".

Quella persona per cui ogni promessa non è debito, ma realtà.

Una felice realtà.


La vita sa.

La vita ti dà quello di cui hai bisogno.
Anche in condizioni che non avevi previsto.

Ricevere ciò di cui hai bisogno a volte non è facile da accettare, ma è sempre necessario.




Chi è un coach?

"Per me il coach è un amico, qualcuno che si prende molta cura di te.
Un coach è impegnato ad aiutarti a essere sempre al meglio di te stesso.
Un coach ti sfiderà, ma non ti pianterà mai in asso.
I coach hanno nozioni teoriche ed esperienza, perché prima ci sono passati anche loro.
Non sono affatto migliori delle persone che allenano (questo elimina l’idea di dover essere perfetti). Anzi, le persone che vengono allenate possono avere doti naturali superiori a quelle del coach.
Ma siccome il coach ha concentrato la sua energia in un’area particolare per anni, può insegnarti un paio di cosette che possono immediatamente cambiare la tua prestazione in un batter d’occhio.
A volte i coach insegnano anche qualcosa di nuovo, qualche nuova tecnica e qualche nuova strategia, dimostrano come raggiungere risultati notevoli.
Altre volte, però, un coach non ti insegna niente di nuovo, ti ricorda solo la cosa giusta al momento giusto e ti spinge a farla”.


A. Robbins, Come migliorare il proprio stato mentale, fisico, finanziario.


Excellence Mood!

"Se non puoi essere un pino sulla vetta del mondo sii un cespuglio nella valle, ma sii il miglior piccolo cespuglio sulla sponda del ruscello.
Sii un cespuglio se non puoi essere un albero. Se non puoi essere una via maestra sii un sentiero.
Se non puoi essere il sole sii una stella; non con la mole vincerai o fallirai.
Cerca ardentemente di scoprire a cosa sei chiamato e poi cerca di essere quello e basta.

Ma qualunque cosa tu sia sii sempre il meglio."


Conoscersi attraverso lo sport

Lo sport mi ha insegnato moltissimo perché ho avuto la conferma che determinazione e resilienza, pagano.
Non tanto in termini di risultati... quelli sono solo una delle facce dell'atteggiamento di non aver mai mollato.
Ciò che davvero dona valore sono la consapevolezza e la forza che senti crescere dentro di te, quando tu diventi l'unico responsabile del tuo destino.
Perché ti può capitare di tutto, e i piani possono venire stravolti più e più volte richiedendo la tua solidità e pazienza. Ma è come reagisci a questi cambiamenti che determina chi sei.
Quando hai la capacità di resistere a urti improvvisi senza spezzarti, e di riprendere la forma dopo essere stata schiacciata, entri nello stato d'animo che ti programma per riprenderti.
È lì, appena superato quel limbo di incomprensione e perdita, che scopri degli aspetti profondi di te che a volte ti stupiscono.
È lì che incontri quella parte delle tue risorse che ti sosterranno per tutta la vita e che, sei certo, ti aiuteranno a realizzare i tuoi desideri in ogni ambito.


Fai come un professionista

Quando nella tua disciplina scegli di comportarti, di pensare e di appassionarti come un professionista, i tuoi standard si elevano, e i tuoi allenamenti di conseguenza diventano di migliore qualità.

Non è importante in quale categoria giochi: tu agisci da professionista!
È una questione di attitudine, di atteggiamento e di intensità con la quale fai le cose.

Sii un esperto di ciò che fai, sii un cultore.
Esprimi con costanza il massimo che puoi essere e fare.

Vedrai che smetterai di confrontarti con altri.
Vedrai che smetterai anche di giudicarti, perché sarai così stanco che non ne avrai la voglia o il tempo.

Dovremmo essere curiosi di scoprire fino a dove possiamo spingerci con le nostre forze.
Io credo sia molto più in alto di ciò che ammettiamo.



Parola di Federer

“C'è stato un tempo in cui credevo fosse tutta una questione di tecnica e tattica.
Eppure, ogni partita è diventata piuttosto una questione mentale.
Credo si tratti in assoluto del miglioramento principale di questi ultimi anni”.

Roger Federer


Mamma.


A casa per Pasqua, trovo questo mio "lavoretto" fatto all'asilo (età biologica dell'opera d'arte, 32!).
Il quadrato di polistirolo è completamente rotto a metà tra il cielo e l'erba, i colori sono sbiaditi, e la pecorella ha perso tutto il cotone dalla pancia e dalle zampe.




"Mamma, con tutte le cose belle che hai perché lo tiri fuori ogni anno?"
"Perché è bello, - dice piegando la testa di lato ...e sorridendo con labbra e occhi - e sono bei ricordi di quando eri piccolina.
Di là ho altri pezzi () dei tuoi fratelli."- conclude con un velo di nostalgia mista ad orgoglio.

La verità è che a casa mia non c'è mai stata una vera cura nell'archiviare ricordi, rispetto altre famiglie che ho conosciuto in cui ogni cosa aveva il suo meticoloso e ordinato posto.



Da noi no, e ogni tanto è un po' un casino.

Tanto che io per anni ho portato via quasi tutto e Gloria tiene le sue cose in angoli in cui può custodirle e prendersene cura.
Riccardo è un capitolo a parte e ha un concetto d'ordine strettamente personale.

Ma a seconda della stagione o del momento speciale, Mamma tira fuori "danonsicapiscedove" un gioiello: una foto, un articolo di giornale, un quaderno di scuola, un gioco, una pagella, uno spartito, una lettera, un "lavoretto".

Lo mette lì, esposto. Con significato e amore.
Ne ha per tutti.

E ciò che ho sempre considerato disordine, si trasforma in autentica Tenerezza.

3,2,1: Entusiasmo!

En-tu-sià-smo
dal greco: en dentro thèos dio.
Il dio dentro.

"È una delle mie parole preferite in assoluto....
Quello dell'entusiasmo non è uno stato d'animo che si riduce ad una semplice eccitazione partecipe. È qualcosa di estremamente più profondo, potente, massiccio. È il risvegliarsi di una forza che ci invasa tramite la quale non c'è meta che non sia a portata di mano, non ostacolo che non possa essere abbattuto, non collettività che non ne possa essere travolta e coinvolta. È lo stato d'animo attivo, centrato e sorridente che schiude l'infinita realizzabilità dei sogni."



Come coltivare il Team

Non si è squadra quando ci si mette insieme (o qualcuno ci mette insieme), ma si diventa squadra se ce ne prendiamo cura e le riserviamo le attenzioni necessarie.
Con disponibilità e impegno.

Si coltiva la squadra quando si è focalizzati verso un traguardo comune, quando si ha una precisa visione del futuro, quando si ha il coraggio di sognare.

Si coltiva la squadra quando ci si dona feedback sincero, quando ci si fa rispettare, quando ci si scambia la leadership in base al contesto e alla necessità.

Si coltiva la squadra quando ognuno ha un ruolo ben definito e opera al meglio delle proprie capacità per uno scopo più grande rispetto il singolo obiettivo individuale.

Si coltiva la squadra quando ci si fida l'uno dell'altro, non perché ci torna utile, ma perché è sincero e perché si comprende che insieme si va più veloci e più lontani.

Si coltiva una squadra quando si riconosce il merito del compagno, quando la somma dei propri talenti diventa una certezza ed è un punto oltre il quale non puoi più tornare indietro.
Si coltiva una squadra quando ci si spinge reciprocamente a dare di più.

Si coltiva una squadra quando si ha paura e ci si conforta, quando devi rischiare e hai accanto chi ti supporta e tifa per te.
Quando sei infortunato e vieni sostituito, quando vieni applaudito perché hai fatto una gran partita e il primo autentico complimento lo ricevi dal tuo compagno di squadra.

Quando ci si emoziona, insieme.


Donne che fanno la pace

Noi donne, dovremmo fare di più la pace

Non intendo con altre persone, ma con la parte profonda di noi.
E mi ci metto dentro per prima.

Nell'instancabile dialogo che instauriamo con la nostra vocina interiore ci giudichiamo e siamo degli arbitri spietati.
Pretendiamo tanto, tantissimo.
Fatichiamo a perdonarci.

Di fronte ad uno specchio o all'esito di una sfida per cui non ci riteniamo soddisfatte, recitiamo una lunghissima lista di difetti e di errori dei quali vorremmo sbarazzarci o allontanarci per sentirci finalmente libere.
(...che neanche lo scontrino della spesa settimanale di una famiglia numerosa...)


Di fronte un foglio bianco, sotto la categoria "risorse/punti di forza/talenti" sappiamo produrre pochissimi aggettivi che di solito suonano come "sono disponibile" o "so ascoltare"...
Di fronte ad un altro foglio, sotto la categoria "aree di miglioramento/limiti" c'è descritta nel dettaglio la trilogia dei nostri disastri.

Vorremmo che le zone d'ombra del nostro essere che rifiutiamo o non apprezziamo sparissero magicamente. Desideriamo metterle a tacere, sotterrarle in profondità remote e non raggiungibili.

"Sssshhh. Stai lí! Non ti voglio! Io non sono così!"

Facciamo goffi tentativi, che ai più sensibili non sfuggono, di mostrare al mondo solo la nostra luce.
Per essere accettate, ben volute, amate.

E intanto sommergiamo quei conflitti di cose da fare, persone da vedere, risultati da raggiungere. 
Famiglia, lavoro, amici. Chi più ne ha, più ne metta.
Ogni tanto sentiamo quel disagio pulsare di vita, ma lo teniamo soffocato.
Lo giustifichiamo dando colpa alla luna, al ciclo, allo stress, alla stanchezza.
Lo sfoghiamo con un pianto, una sfuriata, una corsa in apnea.

"Non è il momento. Ora non posso. Ho da fare".

Siamo inconsapevoli che quando neghiamo una parte di noi, lei inizia a giocare. 
E decide di fare capolino secondo le sue regole, i suoi capricci, le sue volontà.

Se solo volessimo conoscerla, quella zona d'ombra. Se solo capissimo che è parte integrante della nostra essenza.
Troveremmo in noi ancora più ricchezza. Troveremmo in noi un'alleata.

Se solo volessimo osservarla, ascoltarla, lasciarla vivere ed esprimersi con i suoi spazi tempi e modi.

Se solo volessimo Amarla come parte della nostra naturale molteplicità.
"Eccomi, dimmi, mi metto in ascolto."
"Che cosa vuoi?"
"Come posso accoglierti?"
"Quali sono i tuoi bisogni?"
"Che messaggio mi vuoi dare?"

Parlandoci in modo utile e cogliendo gli spunti che ci attraversano.
Liberandoci dagli strati superflui e facendo circolare aria buona, lasciando il processo libero di evolversi.
Questo cambiamento non avverrà a livello mentale ed intellettuale, dove siamo le migliori esperte al mondo nel raccontarcela, ma permettendo alle risposte di affiorare dal cuore e dalla pancia. 
Perchè lì è custodita la vera saggezza.

Allora si, che sperimenteremo la pace dell'interezza, dell'espansione, della gioia.



"... in realtà senza ombra la conoscenza sarebbe bloccata e impedita. È attraverso l’ombra che noi riusciamo a ricostruire la forma delle cose, grazie anche all’oscuro, grazie anche alla presenza delle ombre che proiettano al suolo e che permettono di individuare la distanza delle cose dal suolo... Un mondo senza ombra, un mondo dove ci sarebbe soltanto luce, sarebbe un mondo illeggibile per noi. […]
Roberto Casati- La scoperta dell'ombra

"Non rivolgere l'attenzione altrove nella tua ricerca della verità, perché non la troverai in un altro luogo se non nel corpo.
Non combattere contro il corpo, perché così facendo combatti contro la tua stessa realtà. Tu sei il tuo corpo. Ciò che vedi e che tocchi è solo un sottile velo illusorio. Al di sotto risiede il corpo invisibile interiore, la porta che conduce all'Essere, alla Vita Non Manifestata. Attraverso il corpo interiore, sei connesso in modo inscindibile con questa Unica Vita Non Manifestata, priva di nascita e di morte, eternamente presente. Attraverso il corpo interiore, sei per sempre un tutt'uno con Dio."

Eckhart Tolle- Il potere di adesso





















Rendi il tuo ambiente piacevole

Tutto ha un significato e ogni cosa può essere magica.
Basta metterci cura, donarle il nostro tempo, innaffiarla di buone intenzioni.

Puoi invocare protezione, puoi scrivere la tua preghiera in un post it e consegnarla a Madre Terra.
Trasformare la tua realtà in un mondo piacevole, abbondante, ricco di buone emozioni è possibile....
E dipende da te.

Come farlo?
Ad esempio:

- Con pensieri giusti, sani e di valore,
- Facendo attenzione alle parole che usi per esprimerti,
- Muovendo e allenando il tuo corpo,
- Lasciandoti ispirare da un libro,
- Con i colori che scegli di indossare,
- Con il cibo che ti nutre,
- Con i fiori, le piante e gli oggetti che ospiti nella tua casa e nel tuo giardino.

E in tanti altri modi!
Tu quali usi?


Alza i tuoi standard!

La qualità della nostra vita è determinata dai nostri standard, non dai nostri obiettivi.
Uno standard è qualcosa al di sotto del quale non siamo mai disposti a scendere.




Parola di campione

Ecco come ragiona Samanta Fabris, ottima giocatrice della Pomí Casalmaggiore, in un momento sfidante della squadra.
Concetti tipo:
"nulla è impossibile... lo abbiamo già fatto perché non credere di poterlo fare ancora?... sono a disposizione dell'allenatore (Caprara) che deciderà il meglio per la squadra... io sono pronta (dopo un infortunio), se serve non mi tiro indietro... dovrà essere una vitt...oria di squadra perché non esistono supereroi..."

sono sicuramente utili nei momenti delicati, così come lo è decidere di "dimostrare questi concetti sul campo" e di " mettere da parte ogni cattivo pensiero, zittendo chi dice che lo spogliatoio non è unito perché non è vero...".

E tu, che tipo di pensieri fai quando hai bisogno di tirare fuori il meglio da te?

Ps: Forza Pomí!

Cosa fai per rigenerarti?

Settimane intensissime, frenetiche, vitali.
Sfide entusiasmanti, impegnative, situazioni che richiedono il mio meglio.

Sono felice, fiera, orgogliosa, piena di vita.
E stanca.
Ma solo perché non ho tempo di riposare.

Allora vengo qui, tra centinaia di libri, a lasciarmi cullare da fantastiche anime immortali.

Silenzio, colore, armonia, profumo.
E tutto si ferma.
Come se la saggezza che respiro mi fornisse ogni risposta che cerco e mi nutrisse di nuove risorse.

E tu, cosa fai per rigenerarti?



Cara palla, ti amo.


Ti amo in ogni modo, consistenza, variazione, colore, regola.

Ti amo perché mi sfidi e mi chiedi di darti il meglio.

Ti amo perché con te, in qualunque luogo, occasione, sipario mi sento nel posto giusto. 

Ti amo perché mi fai conoscere persone straordinarie, compagni di cammino che donano ricchezza.

Ti amo perché sei crescita, opportunità, scoperta, rischio, coraggio.

Ti amo perché le emozioni che mi dai dopo 28 anni che ti conosco, mi fanno ancora restare in apnea.

Ti amo perché mi fai sentire viva, giusta, coerente e grata.

#OneLove

Niente scuse!

Se c'è una cosa che ho imparato in questi anni da sportiva è: "fare tutto ciò che posso con quello che ho a disposizione".

Tanto se qualcosa manca, manca.
Inutile recriminare, lamentarsi, perdere tempo a chiedersi "perché?"... "e se?"

Quando si vince si festeggia, ma è solo grazie al lavoro sporco e scomodo che c'è dietro, e ad un atteggiamento di costanza e disciplina volto alla ricerca di soluzioni, che è possibile accedere per pochi istanti a quella gioia.

E poi si torna a lavorare a testa bassa, verso nuovi obiettivi.

No excuses.

#HardWord #KeepDoing #KeepGoing #Happiness