Conoscersi attraverso lo sport

Lo sport mi ha insegnato moltissimo perché ho avuto la conferma che determinazione e resilienza, pagano.
Non tanto in termini di risultati... quelli sono solo una delle facce dell'atteggiamento di non aver mai mollato.
Ciò che davvero dona valore sono la consapevolezza e la forza che senti crescere dentro di te, quando tu diventi l'unico responsabile del tuo destino.
Perché ti può capitare di tutto, e i piani possono venire stravolti più e più volte richiedendo la tua solidità e pazienza. Ma è come reagisci a questi cambiamenti che determina chi sei.
Quando hai la capacità di resistere a urti improvvisi senza spezzarti, e di riprendere la forma dopo essere stata schiacciata, entri nello stato d'animo che ti programma per riprenderti.
È lì, appena superato quel limbo di incomprensione e perdita, che scopri degli aspetti profondi di te che a volte ti stupiscono.
È lì che incontri quella parte delle tue risorse che ti sosterranno per tutta la vita e che, sei certo, ti aiuteranno a realizzare i tuoi desideri in ogni ambito.


Fai come un professionista

Quando nella tua disciplina scegli di comportarti, di pensare e di appassionarti come un professionista, i tuoi standard si elevano, e i tuoi allenamenti di conseguenza diventano di migliore qualità.

Non è importante in quale categoria giochi: tu agisci da professionista!
È una questione di attitudine, di atteggiamento e di intensità con la quale fai le cose.

Sii un esperto di ciò che fai, sii un cultore.
Esprimi con costanza il massimo che puoi essere e fare.

Vedrai che smetterai di confrontarti con altri.
Vedrai che smetterai anche di giudicarti, perché sarai così stanco che non ne avrai la voglia o il tempo.

Dovremmo essere curiosi di scoprire fino a dove possiamo spingerci con le nostre forze.
Io credo sia molto più in alto di ciò che ammettiamo.



Parola di Federer

“C'è stato un tempo in cui credevo fosse tutta una questione di tecnica e tattica.
Eppure, ogni partita è diventata piuttosto una questione mentale.
Credo si tratti in assoluto del miglioramento principale di questi ultimi anni”.

Roger Federer


Mamma.


A casa per Pasqua, trovo questo mio "lavoretto" fatto all'asilo (età biologica dell'opera d'arte, 32!).
Il quadrato di polistirolo è completamente rotto a metà tra il cielo e l'erba, i colori sono sbiaditi, e la pecorella ha perso tutto il cotone dalla pancia e dalle zampe.




"Mamma, con tutte le cose belle che hai perché lo tiri fuori ogni anno?"
"Perché è bello, - dice piegando la testa di lato ...e sorridendo con labbra e occhi - e sono bei ricordi di quando eri piccolina.
Di là ho altri pezzi () dei tuoi fratelli."- conclude con un velo di nostalgia mista ad orgoglio.

La verità è che a casa mia non c'è mai stata una vera cura nell'archiviare ricordi, rispetto altre famiglie che ho conosciuto in cui ogni cosa aveva il suo meticoloso e ordinato posto.



Da noi no, e ogni tanto è un po' un casino.

Tanto che io per anni ho portato via quasi tutto e Gloria tiene le sue cose in angoli in cui può custodirle e prendersene cura.
Riccardo è un capitolo a parte e ha un concetto d'ordine strettamente personale.

Ma a seconda della stagione o del momento speciale, Mamma tira fuori "danonsicapiscedove" un gioiello: una foto, un articolo di giornale, un quaderno di scuola, un gioco, una pagella, uno spartito, una lettera, un "lavoretto".

Lo mette lì, esposto. Con significato e amore.
Ne ha per tutti.

E ciò che ho sempre considerato disordine, si trasforma in autentica Tenerezza.

3,2,1: Entusiasmo!

En-tu-sià-smo
dal greco: en dentro thèos dio.
Il dio dentro.

"È una delle mie parole preferite in assoluto....
Quello dell'entusiasmo non è uno stato d'animo che si riduce ad una semplice eccitazione partecipe. È qualcosa di estremamente più profondo, potente, massiccio. È il risvegliarsi di una forza che ci invasa tramite la quale non c'è meta che non sia a portata di mano, non ostacolo che non possa essere abbattuto, non collettività che non ne possa essere travolta e coinvolta. È lo stato d'animo attivo, centrato e sorridente che schiude l'infinita realizzabilità dei sogni."



Come coltivare il Team

Non si è squadra quando ci si mette insieme (o qualcuno ci mette insieme), ma si diventa squadra se ce ne prendiamo cura e le riserviamo le attenzioni necessarie.
Con disponibilità e impegno.

Si coltiva la squadra quando si è focalizzati verso un traguardo comune, quando si ha una precisa visione del futuro, quando si ha il coraggio di sognare.

Si coltiva la squadra quando ci si dona feedback sincero, quando ci si fa rispettare, quando ci si scambia la leadership in base al contesto e alla necessità.

Si coltiva la squadra quando ognuno ha un ruolo ben definito e opera al meglio delle proprie capacità per uno scopo più grande rispetto il singolo obiettivo individuale.

Si coltiva la squadra quando ci si fida l'uno dell'altro, non perché ci torna utile, ma perché è sincero e perché si comprende che insieme si va più veloci e più lontani.

Si coltiva una squadra quando si riconosce il merito del compagno, quando la somma dei propri talenti diventa una certezza ed è un punto oltre il quale non puoi più tornare indietro.
Si coltiva una squadra quando ci si spinge reciprocamente a dare di più.

Si coltiva una squadra quando si ha paura e ci si conforta, quando devi rischiare e hai accanto chi ti supporta e tifa per te.
Quando sei infortunato e vieni sostituito, quando vieni applaudito perché hai fatto una gran partita e il primo autentico complimento lo ricevi dal tuo compagno di squadra.

Quando ci si emoziona, insieme.


Donne che fanno la pace

Noi donne, dovremmo fare di più la pace

Non intendo con altre persone, ma con la parte profonda di noi.
E mi ci metto dentro per prima.

Nell'instancabile dialogo che instauriamo con la nostra vocina interiore ci giudichiamo e siamo degli arbitri spietati.
Pretendiamo tanto, tantissimo.
Fatichiamo a perdonarci.

Di fronte ad uno specchio o all'esito di una sfida per cui non ci riteniamo soddisfatte, recitiamo una lunghissima lista di difetti e di errori dei quali vorremmo sbarazzarci o allontanarci per sentirci finalmente libere.
(...che neanche lo scontrino della spesa settimanale di una famiglia numerosa...)


Di fronte un foglio bianco, sotto la categoria "risorse/punti di forza/talenti" sappiamo produrre pochissimi aggettivi che di solito suonano come "sono disponibile" o "so ascoltare"...
Di fronte ad un altro foglio, sotto la categoria "aree di miglioramento/limiti" c'è descritta nel dettaglio la trilogia dei nostri disastri.

Vorremmo che le zone d'ombra del nostro essere che rifiutiamo o non apprezziamo sparissero magicamente. Desideriamo metterle a tacere, sotterrarle in profondità remote e non raggiungibili.

"Sssshhh. Stai lí! Non ti voglio! Io non sono così!"

Facciamo goffi tentativi, che ai più sensibili non sfuggono, di mostrare al mondo solo la nostra luce.
Per essere accettate, ben volute, amate.

E intanto sommergiamo quei conflitti di cose da fare, persone da vedere, risultati da raggiungere. 
Famiglia, lavoro, amici. Chi più ne ha, più ne metta.
Ogni tanto sentiamo quel disagio pulsare di vita, ma lo teniamo soffocato.
Lo giustifichiamo dando colpa alla luna, al ciclo, allo stress, alla stanchezza.
Lo sfoghiamo con un pianto, una sfuriata, una corsa in apnea.

"Non è il momento. Ora non posso. Ho da fare".

Siamo inconsapevoli che quando neghiamo una parte di noi, lei inizia a giocare. 
E decide di fare capolino secondo le sue regole, i suoi capricci, le sue volontà.

Se solo volessimo conoscerla, quella zona d'ombra. Se solo capissimo che è parte integrante della nostra essenza.
Troveremmo in noi ancora più ricchezza. Troveremmo in noi un'alleata.

Se solo volessimo osservarla, ascoltarla, lasciarla vivere ed esprimersi con i suoi spazi tempi e modi.

Se solo volessimo Amarla come parte della nostra naturale molteplicità.
"Eccomi, dimmi, mi metto in ascolto."
"Che cosa vuoi?"
"Come posso accoglierti?"
"Quali sono i tuoi bisogni?"
"Che messaggio mi vuoi dare?"

Parlandoci in modo utile e cogliendo gli spunti che ci attraversano.
Liberandoci dagli strati superflui e facendo circolare aria buona, lasciando il processo libero di evolversi.
Questo cambiamento non avverrà a livello mentale ed intellettuale, dove siamo le migliori esperte al mondo nel raccontarcela, ma permettendo alle risposte di affiorare dal cuore e dalla pancia. 
Perchè lì è custodita la vera saggezza.

Allora si, che sperimenteremo la pace dell'interezza, dell'espansione, della gioia.



"... in realtà senza ombra la conoscenza sarebbe bloccata e impedita. È attraverso l’ombra che noi riusciamo a ricostruire la forma delle cose, grazie anche all’oscuro, grazie anche alla presenza delle ombre che proiettano al suolo e che permettono di individuare la distanza delle cose dal suolo... Un mondo senza ombra, un mondo dove ci sarebbe soltanto luce, sarebbe un mondo illeggibile per noi. […]
Roberto Casati- La scoperta dell'ombra

"Non rivolgere l'attenzione altrove nella tua ricerca della verità, perché non la troverai in un altro luogo se non nel corpo.
Non combattere contro il corpo, perché così facendo combatti contro la tua stessa realtà. Tu sei il tuo corpo. Ciò che vedi e che tocchi è solo un sottile velo illusorio. Al di sotto risiede il corpo invisibile interiore, la porta che conduce all'Essere, alla Vita Non Manifestata. Attraverso il corpo interiore, sei connesso in modo inscindibile con questa Unica Vita Non Manifestata, priva di nascita e di morte, eternamente presente. Attraverso il corpo interiore, sei per sempre un tutt'uno con Dio."

Eckhart Tolle- Il potere di adesso





















Rendi il tuo ambiente piacevole

Tutto ha un significato e ogni cosa può essere magica.
Basta metterci cura, donarle il nostro tempo, innaffiarla di buone intenzioni.

Puoi invocare protezione, puoi scrivere la tua preghiera in un post it e consegnarla a Madre Terra.
Trasformare la tua realtà in un mondo piacevole, abbondante, ricco di buone emozioni è possibile....
E dipende da te.

Come farlo?
Ad esempio:

- Con pensieri giusti, sani e di valore,
- Facendo attenzione alle parole che usi per esprimerti,
- Muovendo e allenando il tuo corpo,
- Lasciandoti ispirare da un libro,
- Con i colori che scegli di indossare,
- Con il cibo che ti nutre,
- Con i fiori, le piante e gli oggetti che ospiti nella tua casa e nel tuo giardino.

E in tanti altri modi!
Tu quali usi?


Alza i tuoi standard!

La qualità della nostra vita è determinata dai nostri standard, non dai nostri obiettivi.
Uno standard è qualcosa al di sotto del quale non siamo mai disposti a scendere.




Parola di campione

Ecco come ragiona Samanta Fabris, ottima giocatrice della Pomí Casalmaggiore, in un momento sfidante della squadra.
Concetti tipo:
"nulla è impossibile... lo abbiamo già fatto perché non credere di poterlo fare ancora?... sono a disposizione dell'allenatore (Caprara) che deciderà il meglio per la squadra... io sono pronta (dopo un infortunio), se serve non mi tiro indietro... dovrà essere una vitt...oria di squadra perché non esistono supereroi..."

sono sicuramente utili nei momenti delicati, così come lo è decidere di "dimostrare questi concetti sul campo" e di " mettere da parte ogni cattivo pensiero, zittendo chi dice che lo spogliatoio non è unito perché non è vero...".

E tu, che tipo di pensieri fai quando hai bisogno di tirare fuori il meglio da te?

Ps: Forza Pomí!

Cosa fai per rigenerarti?

Settimane intensissime, frenetiche, vitali.
Sfide entusiasmanti, impegnative, situazioni che richiedono il mio meglio.

Sono felice, fiera, orgogliosa, piena di vita.
E stanca.
Ma solo perché non ho tempo di riposare.

Allora vengo qui, tra centinaia di libri, a lasciarmi cullare da fantastiche anime immortali.

Silenzio, colore, armonia, profumo.
E tutto si ferma.
Come se la saggezza che respiro mi fornisse ogni risposta che cerco e mi nutrisse di nuove risorse.

E tu, cosa fai per rigenerarti?



Cara palla, ti amo.


Ti amo in ogni modo, consistenza, variazione, colore, regola.

Ti amo perché mi sfidi e mi chiedi di darti il meglio.

Ti amo perché con te, in qualunque luogo, occasione, sipario mi sento nel posto giusto. 

Ti amo perché mi fai conoscere persone straordinarie, compagni di cammino che donano ricchezza.

Ti amo perché sei crescita, opportunità, scoperta, rischio, coraggio.

Ti amo perché le emozioni che mi dai dopo 28 anni che ti conosco, mi fanno ancora restare in apnea.

Ti amo perché mi fai sentire viva, giusta, coerente e grata.

#OneLove

Niente scuse!

Se c'è una cosa che ho imparato in questi anni da sportiva è: "fare tutto ciò che posso con quello che ho a disposizione".

Tanto se qualcosa manca, manca.
Inutile recriminare, lamentarsi, perdere tempo a chiedersi "perché?"... "e se?"

Quando si vince si festeggia, ma è solo grazie al lavoro sporco e scomodo che c'è dietro, e ad un atteggiamento di costanza e disciplina volto alla ricerca di soluzioni, che è possibile accedere per pochi istanti a quella gioia.

E poi si torna a lavorare a testa bassa, verso nuovi obiettivi.

No excuses.

#HardWord #KeepDoing #KeepGoing #Happiness

Il mio albero


Quasi 4 anni fa venivo in questo parco di Rimini, tra una terapia al ginocchio e l'altra.
Questo era il mio albero, lo avevo scelto tra tutti per la sua incredibile forma: ci leggevo, mi ricaricavo, mi facevo sostenere, cercavo con lui l'equilibrio.
Oggi l'ho ritrovato.

Lui è ancora qui, forte, meraviglioso, sempre più esperto di vita e ricco di energia....
Esattamente come me.

Chiedimi se sono felice .

#MyTree #SmilePlease #Happiness #Joy #Connection
Altro...

Scegli il tuo Sogno

Ancor prima di avere degli obiettivi ben strutturati devi scegliere il tuo Sogno.
Il tuo Sogno porta in sè dei poteri magici incredibili.
Sembra una cosa da bambini, vero?
Proprio per questo è interessante ed è la strada giusta da seguire!

Il Sogno è quello che ti fa vibrare il cuore,
che rende tutto più luminoso,
che ti fa cantare intonato,
che riesce a farti distinguere la specie di farfalla che si sta divertendo nella tua pancia!

Il Sogno serve,
Il Sogno spinge,
Il Sogno risveglia,
Il Sogno pulsa,

Il Sogno guida,
Il Sogno potenzia,
Il Sogno salva.

E se quando ci pensi senti anche un pochino di paura...
Ecco!
Quello.
Abbi coraggio.
Varca la soglia.



Ho avuto l'onore di interagire con 80 bambini suddivisi in 3 classi della scuola materna di Crespano del Grappa.
Non entravo da anni nel mio asilo, ed è stato super emozionante!
Abbiamo parlato dei talenti che sono necessari ad un bambino/bambina per diventare campioni nello sport e sono stati bravissimi nell'indovinarli tutti!

Ho portato loro il pallone ufficiale dei giocatori di beach volley da poter toccare, il mio zainetto colmo di tutto ciò che serve per affrontare ...una gara: la crema solare, il costume della nazionale, la visiera, gli occhiali da sole, il pass del torneo, l'elastico e le mollettine...
Hanno guardato e sentito ogni cosa da vicino passandosela l'un l'altro.
Abbiamo fatto una bella foto con la coppa, ho mostrato loro il mio scrigno di legno con le medaglie e abbiamo giocato con i palloncini.
Ho fatto anche qualche scambio con il nostro sindaco!


Sono stati curiosi, attenti, amorevoli, giocosi e simpaticissimi!
Ho abbracciato la mia suora, da 36 anni a servizio dei più piccoli.

Mi hanno donato tanto affetto, un meraviglioso mazzo di fiori e hanno creato con le loro manine per me una medaglia d'oro!
Grazie Silvia Chiarello, grazie Maestre, grazie sindaco Annalisa Rampin

Per me questo è Contributo.
Per me questo è Amore.



"Bimbi chi mi dice come si diventa bravi in una cosa?"

"Facendola tanto!"
"Bravissimi! E come la dobbiamo fare per diventare davvero bravi?"
"Con gioia!"

Ecco.

Tu sei per me...

Un terreno solido su cui poggiare i piedi e continuare a costruire,
la testa vicino al cielo per essere ispirati dalla giusta Guida.
Un'aria frizzante che respira, pulisce, nutre.
Il rosso dell'amore vero,
Il bianco dell'anima buona....
La luce che risveglia e indica la strada.
La mano che sostiene, accompagna, dona, e accarezza.

Quanta ricchezza di dettagli, l'Amore.
#TVA

Campienesse e vice campionesse d'Italia!


Nel dopo mondiale scrivevo:
6 ottobre 2017
"Lo sport mi ha sempre fatto sperimentare dei picchi emozionali incredibili: da vittorie straordinarie che nutrono l'anima, a delusioni cocenti dalle quali credi di non riprenderti più.
E sono qui a dirvi che ci si riprende eccome, e non ve lo scrivo per sentito dire, o perché l'ho letto, o studiato.
Ve lo scrivo perché l'ho vissuto sulla mia pelle, e ben più di una volta!
So che oggi fa male, che brucia, che sembra incredibile, ma nel calendario della mia mente le più crude cadute sono tuttora dei punti cardine della mia crescita come atleta, come persona, come amica, come Donna.
...
Non abbiate fretta di guarire questa ferita, ma vi prego, prendetevene cura.
Quasi fosse sacra.
Perché ciò che otterrete dal riguardo con cui la tratterete, sarà prezioso nella vostra vita.
Spargeteci sopra la consapevolezza di chi siete, di quanto valete, di quanto avete realizzato; nutritela della maturità che avete raggiunto come individui e come squadra; donatele quel pizzico di magia che vi ha permesso di arrivare a tutti i vostri traguardi con l'atteggiamento da Vincenti.
Ci rialzeremo cigni, e lo faremo insieme, perché sono il vostro coach e vi resto accanto...."

E ancora:
"Ci vuole Forza per rialzarsi da una caduta.
Fisica, ma soprattutto interiore.
Ci vuole energia per farlo velocemente.
Ci vuole umiltà per capire che i sacrifici che credevi tali fino a poco tempo fa, forse sono solo una parte di quelli che dovrai affrontare da adesso in poi.
Ci vuole coraggio per rialzarsi da terra e ripulirsi in fretta dalla sabbia, mentre tutti ti guardano.
Ci vuole onestà per complimentarsi con un avversario che stavolta è stato più forte.
Ci vuole flessibilità per comprendere che una sconfitta è molto più saggia di una vittoria: perchè dalla vittoria non apprendi nulla di nuovo su te stesso, sulla tua performance, sulle tue capacità e sulla tua squadra.
La sconfitta ti dona la possibilità di andare a fondo, di scavare, di comprendere, di decidere che tipo di Campione vuoi essere nella tua vita.
La sconfitta ti tempra e ti guida al significato di "opportunità", perchè non ammette scuse o seconde prove, o ritardi, o la perdita dell'attimo vincente.
La sconfitta ti consegna di nuovo in mano la responsabilità: perchè forse l'avevi dimenticata, o passata a qualcun'altro, o persa di vista, o data per scontata.
La sconfitta ti garantisce un'esperienza e ti mette in contatto con quella esatta cosa di cui avevi bisogno per evolverti.
Non c'è niente di più prezioso che avere la possibilità di allenarsi per approdare allo step successivo."

20 marzo 2017
Sapevo che ce l'avreste fatta.
Vi ricordate quando dicevamo:" le matite spezzate colorano ancora?"
Beh, direi che avete compiuto un capolavoro, anche grazie ai nuovi colori che sono stati inseriti in squadra.
Non riesco a togliermi un sorriso ebete dalla faccia oggi.
Quando gareggiavo ero felice per me e per il mio team, ma contribuire alla gioia di altri con questo lavoro è di una ricchezza straordinaria!
Sono felice, felice per tutte voi e per le vostre famiglie.

Perché ricordo ogni singolo pezzetto di dolore e delusione che abbiamo raccolto dopo il mondiale e vedervi ieri piangere di gioia per l'ennesima vittoria non ha prezzo per me.
Siete maturate in modo pazzesco e quella delusione ha forgiato in modo indelebile il vostro carattere.
Non dimenticatelo mai.
Sono tremendamente orgogliosa di voi.
Da atleta, da coach, da amica.
Vi voglio bene

Ps: complimenti alle Junior per un argento pieno di nuove consapevolezze e crescita!

E' tempo di costruire

Ho fatto, disfatto e rifatto innumerevoli volte nella mia vita.
Ho iniziato, finito, sospeso e ripreso.
Ho ricominciato.
Ho cambiato, mi sono plasmata, sono diventata flessibile su di una pelle che doveva adattarsi per resistere.
...
Adattarsi per farcela, adattarsi per vincere, adattarsi per evolvere.
Sono diventata più dura e resiliente della corazza che mi sa ben proteggere e che lascia entrare pochi eletti, coloro che sanno leggere tra la storia e che mi scelgono nonostante la mia complessità.
Mi sono reinventata per avere nuovi sogni e sto continuando a ritagliare una vita su misura per la mia nuova me.
E tutto questo è fantastico.
Se la parola chiave dell'anno terminato è stata CORAGGIO, quella di quest'anno sarà COSTRUIRE.
Sempre con il Cuore acceso.


Le famiglie numerose

Le famiglie numerose mi toccano il cuore.
Ci leggo Verità.
Raccontano le storie di individui singolari e diversissimi accumunati (o forse no) dalle stesse origini ed insieme per un cammino.
Esprimono le storie di anime che si sono scelte la prima volta in un'altra dimensione e che ora si compenetrano.
Solo che non lo sanno! ...
Quindi devono imparare a scegliersi poi, qui, di nuovo, in questa vita.

Non è mai facile, ma è sempre Vero.
Perché in famiglia noi siamo autentici.
I like che ci nutrono sono 2, 3, 4, o pochi di più.
Non indossiamo tutte quelle maschere che mettiamo fuori casa per piacere al mondo e per riceverne i consensi.
E anche quando proviamo a scostarci in malo modo per seguire ciò che la nostra evoluzione richiede, la famiglia sente, conosce, accetta.
Perdona.
Nel bene e nel male.
Anche da spettinati, struccate, scontrosi, viziate, acidi, ammalate, solitari, camaleontici, taglienti come lame, confusi, silenziose come la luna.
Le famiglie numerose fanno rumore.
Di quel rumore che quando ci sei non vedi l'ora che smetta, ma che se non c'è ti senti solo e ti manca qualcosa.
Come il suono di quelle specifiche risate che mescolandosi insieme creano tutti gli accordi musicali di cui hai bisogno.
La famiglia numerosa è il luogo che ci forma e che ci rinforza per benessere o per mancanza.
E che ci rende perfettamente ok nella nostra imperfezione.



Cerchi determinazione? Guarda in te!

Quando ho bisogno di determinazione non guardo all'esterno.
Guardo dentro.
Guardo in me.
Guardo me.

In quell'espressione, quell' urlo, quel muscolo teso, quell'emozione che ho vissuto.
Mi allineo a quella frequenza, stringo il pugno, e vado.
Fiera.

#FindTheLionInYou #Àncore #Determination #moodoftheday #beabeacher


Si diventa eccellenti facendosi il culo

È una questione di allenamento.
Anche quando hai la migliore strategia, anche quando hai un ottimo maestro, anche quando mentalmente hai ben chiaro come fare quel gesto perfettamente, è l'allenamento la chiave che materializza il tuo sogno.
Più ti alleni con qualità, più hai chances.
Il lavoro duro e persistente è la fissazione della quale nutrirti! ...
Non ci sono scorciatoie, neanche per i talentuosi.

E non basta essere bravi e soddisfatti e aver fatto un ottimo lavoro una volta, non bastano dieci, non bastano cento.
In ogni singola occasione, in ogni minuto a disposizione devi allenarti come se fossi secondo per poi gareggiare da primo.

Quel lavoro va fissato e integrato con costanza e dedizione.
E la costanza richiede disciplina.

Quanto sei disciplinato?

Si diventa eccellenti facendosi il culo.
In ogni campo, in ogni ambito.



Grazie Vita!

Ogni tanto mi fermo.
Ti contemplo e ti dico "Grazie".

Ti ho sempre chiesto tanto, Vita.
E tu sei riuscita a darmi di più.


E' tutto già in te.

“Sai chi sei? Sei il manoscritto di una lettera divina. Sei lo specchio che riflette un viso nobile. L’universo non è fuori di te.

Guarda dentro te stesso; tutto quello che vuoi,...
lo sei già”.

Jalāl al-Dīn Rumi



Cosa sei tu, Amore?

Non ho ancora ben compreso di te, Amore.
Ogni volta che mi avvicino alla tua profondità con l'intento di capirti e trattenerti per sempre, mi sfuggi come la sabbia tra le dita.
A te non ti si capisce. ...

Non puoi essere rinchiuso in una regola, o in una legge, o in una strategia.
Non sei un numero, non sei finito, non hai colore, forma o volto.

Eppure ogni cosa animata e inanimata risponde al tuo nome, ne è pervasa ed inclusa.
Tu sei al contempo mistero e semplicità.

Ed io ti lascio vivermi, attraversarmi, guidarmi.
Senza dover necessariamente capire, ma arrendendomi al fatto che sei la chiave di questa mia vita felice.


Il coaching va in moto?

Ho seguito la mia prima gara di mondiale enduro extreme.
Un'esperienza in un ambiente del tutto nuovo per me, ma a dir poco emozionante!

È proprio vero che ogni sport ha il suo fascino.
La preparazione del team, il check e la cura della moto, la riunione tecnica, la cena con la squadra.
Tutto è pronto per la sfida!

Un paesaggio surreale ricco di ostacoli studiati nel dettaglio, più di 130 piloti che si sfideranno in una gara chiamata hell's gate:
6 ore il primo round, 3 ore il secondo.
9 ore in moto!
Nel 2014 ne sono arrivati alla fine solo 2...

Abilità richieste?
Lucidità, concentrazione, forza d'animo, gestione delle cadute, resistenza aerobica, forza, equilibrio.
Ci sarà da divertirsi!

#goMimmogo #GabrielliRacingTeam #SportCoaching #hellsgate #enduro #extreme #bike #bikers @gabrielli_racing_team @hellsgatemetzeler @martalucadello



Conflitti nel team

Un team che funziona DEVE avere dei conflitti: uno scambio di idee, la ricerca di soluzioni, di migliori modalità per comunicare e per agire.
Spesso invece si ha paura del conflitto perché ci si sente giudicati, non compresi, non si sa gestirlo e si finisce con il rimanerci male.
Tutti devono essere animati dal desiderio di trovare la migliore soluzione, la migliore idea, il migliore focus.
È importante questa parte di confronto e dovrebbe avere dei momenti dedicati.
Capita anche di scontrarsi in modo acceso. Ci sta, soprattutto quando gli atleti sono guidati dalla Passione, vogliono ottenere il massimo dalle loro prestazioni e tengono molto a quello che fanno.

Una soluzione che suggerisco da sport coach per calmare gli animi e ritrovare sintonia?
Quella adottata da Giovanna Galuppo ieri sera per il suo team:
- mettersi in CERCHIO
- fare silenzio, sincronizzare il respiro
- ascoltare un audio visualizzazione ognuna con le proprie cuffie, ma tutte insieme.

"Buongiorno giulia , è andata molto bene. C'era silenzio, attenzione ed è stato un allenamento produttivo. Forse bisognava arrivare ad un punto di rottura per andare avanti."

Per comprendere quali strategie utilizzare nella tua disciplina, ti aspetto con Ekis e tutti gli sport coach al nostro corso Attimo Vincente.

http://www.ekis.it/attimovincente/gm


Sai perchè amo il beach volley?

Perché dentro quel rettangolo di #gioco non puoi permetterti di avere scuse, non puoi nasconderti, non hai il tempo di crearti degli alibi. 
L'avversario studia ogni tua mossa, ogni tua espressione... E gioca contro di te, sui tuoi punti critici. Se manifesti una debolezza ti punta, e non ti molla fino alla fine della partita. 
Devi essere più forte del caldo cocente, più costante della pioggia battente, più solido dei tuoi problemi fisici. 
È necessario andare oltre i timori, alzare l'asticella dei tuoi limiti, sopportare le frustrazioni. 
E più sei in difficoltà, più vuoi trovare soluzioni per reagire. In fretta. Altrimenti la partita ti scivola tra le dita, lasciandoti incolmabile amarezza. 
Non c'è un allenatore a dirti cosa fare in ogni momento, non ci sono compagne fuori a poterti sostituire, a lasciare che tu riprenda fiato. 
Impari ad essere determinato, a soffrire senza disperare, a mettere aggressività in OGNI pallone. 
Giochi per vincere ogni azione come se fosse l'ultima. 
La tua squadra in quel momento è costituita da due persone: tu, e la tua compagna. 
Si vince e si perde insieme, sempre. 
Ma non puoi appoggiarti a lei, devi chiedere il massimo a te stessa senza sosta, guardare avanti, lottare. 
Con intelligenza. 
Concentrazione. 
Sapendo che ogni errore è un regalo all'avversario, è una boccata di ossigeno, è un respiro che diventa vitale per lui e letale per te. 
Non c'è una strada facile, non c'è un segreto, non ci si abitua mai a quella fatica. 
Al contrario, bisogna imparare a sentirsi comodi nel disagio. 
E proprio quel disagio e quelle sfide sono il terreno in cui prolifera la tua crescita. 
Andando avanti senza sosta sviluppi la flessibilità, costruisci quella "fame" che ti spinge oltre ogni meta. 
Ti alleni duramente, a testa bassa, fino a che non trovi dentro di te l'orgoglio che ti aiuta a fare lo step successivo, fino a che non comprendi che tua e solo tua è la responsabilità. 
Così cresci, così evolvi. 
Così vinci. 
Come atleta, come donna, come squadra. 

#Ekis #Coaching


Anticipazione mentale

Visualizza ciò che vuoi che accada:
Guarda nel dettaglio i tuoi gesti e quanto sei efficace.
Ascolta i suoni della tua voce e quella delle persone coinvolte se ce ne sono.
Prova la sensazione di certezza del tuo corpo e delle tue convinzioni che si muovono al massimo delle tue capacità.

Fallo PRIMA di ciò che vuoi realizzare.

Anticipare mentalmente il proprio successo è un ottimo modo per prepararsi alla propria performance.
Qualsiasi essa sia.

"Una mattina, prima del sorgere del sole, m'insegna una frase che sua madre gli dice sempre:
"Qué lindo es sonar despierto", dice. Com'è bello sognare a occhi aperti.
Sogna a occhi aperti, Andre.
Sono capaci tutti di sognare dormendo, ma tu devi sognare sempre, e raccontare a voce alta i tuoi sogni, e crederci."
Tratto da Open- Andrea Agassi

#BeachVolleyballWorldTour #Finland #SportCoaching


Vision

Quando non hai la "vision" chiara, quando non hai niente di preciso da guardare davanti a te, potresti cercare da un'altra parte.
Magari nel posto sbagliato.

Se la proiezione del tuo scenario futuro è specifica, rispecchia i tuoi valori, le tue aspirazioni e i tuoi ideali... allora è difficile perdersi.

Sogna. Con una data. Nel dettaglio.

#LifeisGood


L'uomo che urla

Un uomo che urla ogni volta che si esprime non è un uomo.
Un uomo che utilizza le parole per ferire ed un' insana violenza psicologica per avere ragione non è un uomo.
Un uomo che attacca per difendersi non è un uomo.
Un uomo che si nasconde dietro l'evidenza o che da colpe solo all'esterno senza guardarsi dentro non è un uomo.
Un uomo che considera un figlio come fonte di stima per se stesso non è un uomo.
Un uomo che non conosce la parola gratitudine non è un uomo.

È un bambino.

Il bambino non può avere delle responsabilità.
Il bambino ha bisogno di protezione e di attenzioni continue.
Il bambino si relaziona frequentemente con ansia e paura: ansia di non farcela, paura di essere abbandonato.
Il bambino non ha autostima, non sa sacrificarsi, non è autosufficiente.
Il bambino si lamenta, fa i capricci.
Il bambino non comprende il potere delle parole.
Il bambino consegna la responsabilità di quello che gli capita ad altri, perché non si sa fare una autoanalisi.
Il bambino non sa dare, può solo chiedere, può solo pretendere.
Il bambino non sa essere indipendente e di certo non può badare ad altri.




Nuovi orizzonti

Quante cose possono cambiare in un solo mese?
Tante. Credetemi.

Le devi saper vedere e immaginare, quelle cose.
Prima che accadano.
Devi poter percepire quanto saranno belle proprio nella minuscola vibrazione che ti solletica il cuore.
Devi combattere con coraggio e tenacia quella voce che sussurra "Non sei ancora abbastanza".
E trasformarla in determinazione.
Devi prepararti, allenarti.
Allenarti instancabilmente a sapere, a saper fare, a saper essere.

Perché il tuo cammino è tracciato, e intorno a te ci sono segnali che tutto sta andando come è giusto.

Che siano una pista, una sala pesi, un'aula, un liceo, un convivio, un'erboristeria, un campo da beach... tu vai.

Vai con fiducia.
Vestiti di luce.
E dona il meglio di te.

#Training #CoachEkis #Coaching #KeepDreaming #ILoveit
#MyJob


Quando cala il sipario

Chi mi segue lo sa.
Amo soffermarmi in campo quando è tutto fermo. Quando hanno portato via ogni cosa, persino i palloni.

La rete è un pò calata e il tramonto sorge ad illuminare l'ambiente di magia. In palestra invece insieme alla rete si abbassano le luci. Come a dire: è tempo di riposare.

Amo restare a respirarlo.
Quando anche lui che ha ospitato incredibili sfide, incontra la quiete.
Quando nutro la presunzione di essere sola, ad ammirare tanta bellezza.
Adoro la sensazione di godere dell'energia e delle immagini di ciò che in quel campo c'è stato fino a qualche minuto prima.

Ecco.
Oggi questo è il mio campo.
Un aula.
Oggi che iniziano i campionati indoor, io ho tenuto la mia prima docenza al master "sport management e mediazione sportiva".
Sulla scrivania c'era il cartello dottoressa Giulia Momoli.
Ho parlato di Sport Coaching.
Abbiamo riso, imparato, giocato, ci siamo dati valore.
Mi hanno persino chiesto di firmare gli autografi dietro ai miei biglietti da visita.
E il mio cuore non sta più dentro al petto da quanto sono felice.

Grazie ai miei maestri, grazie per gli insegnamenti e per le opportunità.
Grazie a chi mi ama, che mi da coraggio, fiducia e un amore che prescinde dalle mie performance.

In bocca al lupo per ogni tipo di campionato vi apprestiate ad iniziare.
Comportatevi da Vincenti, agite da Campioni, pensate in Grande, e scegliete con il Cuore.
Grata.
#LifeisGood