Conoscersi attraverso lo sport

Lo sport mi ha insegnato moltissimo perché ho avuto la conferma che determinazione e resilienza, pagano.
Non tanto in termini di risultati... quelli sono solo una delle facce dell'atteggiamento di non aver mai mollato.
Ciò che davvero dona valore sono la consapevolezza e la forza che senti crescere dentro di te, quando tu diventi l'unico responsabile del tuo destino.
Perché ti può capitare di tutto, e i piani possono venire stravolti più e più volte richiedendo la tua solidità e pazienza. Ma è come reagisci a questi cambiamenti che determina chi sei.
Quando hai la capacità di resistere a urti improvvisi senza spezzarti, e di riprendere la forma dopo essere stata schiacciata, entri nello stato d'animo che ti programma per riprenderti.
È lì, appena superato quel limbo di incomprensione e perdita, che scopri degli aspetti profondi di te che a volte ti stupiscono.
È lì che incontri quella parte delle tue risorse che ti sosterranno per tutta la vita e che, sei certo, ti aiuteranno a realizzare i tuoi desideri in ogni ambito.


Fai come un professionista

Quando nella tua disciplina scegli di comportarti, di pensare e di appassionarti come un professionista, i tuoi standard si elevano, e i tuoi allenamenti di conseguenza diventano di migliore qualità.

Non è importante in quale categoria giochi: tu agisci da professionista!
È una questione di attitudine, di atteggiamento e di intensità con la quale fai le cose.

Sii un esperto di ciò che fai, sii un cultore.
Esprimi con costanza il massimo che puoi essere e fare.

Vedrai che smetterai di confrontarti con altri.
Vedrai che smetterai anche di giudicarti, perché sarai così stanco che non ne avrai la voglia o il tempo.

Dovremmo essere curiosi di scoprire fino a dove possiamo spingerci con le nostre forze.
Io credo sia molto più in alto di ciò che ammettiamo.



Parola di Federer

“C'è stato un tempo in cui credevo fosse tutta una questione di tecnica e tattica.
Eppure, ogni partita è diventata piuttosto una questione mentale.
Credo si tratti in assoluto del miglioramento principale di questi ultimi anni”.

Roger Federer


Mamma.


A casa per Pasqua, trovo questo mio "lavoretto" fatto all'asilo (età biologica dell'opera d'arte, 32!).
Il quadrato di polistirolo è completamente rotto a metà tra il cielo e l'erba, i colori sono sbiaditi, e la pecorella ha perso tutto il cotone dalla pancia e dalle zampe.




"Mamma, con tutte le cose belle che hai perché lo tiri fuori ogni anno?"
"Perché è bello, - dice piegando la testa di lato ...e sorridendo con labbra e occhi - e sono bei ricordi di quando eri piccolina.
Di là ho altri pezzi () dei tuoi fratelli."- conclude con un velo di nostalgia mista ad orgoglio.

La verità è che a casa mia non c'è mai stata una vera cura nell'archiviare ricordi, rispetto altre famiglie che ho conosciuto in cui ogni cosa aveva il suo meticoloso e ordinato posto.



Da noi no, e ogni tanto è un po' un casino.

Tanto che io per anni ho portato via quasi tutto e Gloria tiene le sue cose in angoli in cui può custodirle e prendersene cura.
Riccardo è un capitolo a parte e ha un concetto d'ordine strettamente personale.

Ma a seconda della stagione o del momento speciale, Mamma tira fuori "danonsicapiscedove" un gioiello: una foto, un articolo di giornale, un quaderno di scuola, un gioco, una pagella, uno spartito, una lettera, un "lavoretto".

Lo mette lì, esposto. Con significato e amore.
Ne ha per tutti.

E ciò che ho sempre considerato disordine, si trasforma in autentica Tenerezza.

3,2,1: Entusiasmo!

En-tu-sià-smo
dal greco: en dentro thèos dio.
Il dio dentro.

"È una delle mie parole preferite in assoluto....
Quello dell'entusiasmo non è uno stato d'animo che si riduce ad una semplice eccitazione partecipe. È qualcosa di estremamente più profondo, potente, massiccio. È il risvegliarsi di una forza che ci invasa tramite la quale non c'è meta che non sia a portata di mano, non ostacolo che non possa essere abbattuto, non collettività che non ne possa essere travolta e coinvolta. È lo stato d'animo attivo, centrato e sorridente che schiude l'infinita realizzabilità dei sogni."



Come coltivare il Team

Non si è squadra quando ci si mette insieme (o qualcuno ci mette insieme), ma si diventa squadra se ce ne prendiamo cura e le riserviamo le attenzioni necessarie.
Con disponibilità e impegno.

Si coltiva la squadra quando si è focalizzati verso un traguardo comune, quando si ha una precisa visione del futuro, quando si ha il coraggio di sognare.

Si coltiva la squadra quando ci si dona feedback sincero, quando ci si fa rispettare, quando ci si scambia la leadership in base al contesto e alla necessità.

Si coltiva la squadra quando ognuno ha un ruolo ben definito e opera al meglio delle proprie capacità per uno scopo più grande rispetto il singolo obiettivo individuale.

Si coltiva la squadra quando ci si fida l'uno dell'altro, non perché ci torna utile, ma perché è sincero e perché si comprende che insieme si va più veloci e più lontani.

Si coltiva una squadra quando si riconosce il merito del compagno, quando la somma dei propri talenti diventa una certezza ed è un punto oltre il quale non puoi più tornare indietro.
Si coltiva una squadra quando ci si spinge reciprocamente a dare di più.

Si coltiva una squadra quando si ha paura e ci si conforta, quando devi rischiare e hai accanto chi ti supporta e tifa per te.
Quando sei infortunato e vieni sostituito, quando vieni applaudito perché hai fatto una gran partita e il primo autentico complimento lo ricevi dal tuo compagno di squadra.

Quando ci si emoziona, insieme.


Donne che fanno la pace

Noi donne, dovremmo fare di più la pace

Non intendo con altre persone, ma con la parte profonda di noi.
E mi ci metto dentro per prima.

Nell'instancabile dialogo che instauriamo con la nostra vocina interiore ci giudichiamo e siamo degli arbitri spietati.
Pretendiamo tanto, tantissimo.
Fatichiamo a perdonarci.

Di fronte ad uno specchio o all'esito di una sfida per cui non ci riteniamo soddisfatte, recitiamo una lunghissima lista di difetti e di errori dei quali vorremmo sbarazzarci o allontanarci per sentirci finalmente libere.
(...che neanche lo scontrino della spesa settimanale di una famiglia numerosa...)


Di fronte un foglio bianco, sotto la categoria "risorse/punti di forza/talenti" sappiamo produrre pochissimi aggettivi che di solito suonano come "sono disponibile" o "so ascoltare"...
Di fronte ad un altro foglio, sotto la categoria "aree di miglioramento/limiti" c'è descritta nel dettaglio la trilogia dei nostri disastri.

Vorremmo che le zone d'ombra del nostro essere che rifiutiamo o non apprezziamo sparissero magicamente. Desideriamo metterle a tacere, sotterrarle in profondità remote e non raggiungibili.

"Sssshhh. Stai lí! Non ti voglio! Io non sono così!"

Facciamo goffi tentativi, che ai più sensibili non sfuggono, di mostrare al mondo solo la nostra luce.
Per essere accettate, ben volute, amate.

E intanto sommergiamo quei conflitti di cose da fare, persone da vedere, risultati da raggiungere. 
Famiglia, lavoro, amici. Chi più ne ha, più ne metta.
Ogni tanto sentiamo quel disagio pulsare di vita, ma lo teniamo soffocato.
Lo giustifichiamo dando colpa alla luna, al ciclo, allo stress, alla stanchezza.
Lo sfoghiamo con un pianto, una sfuriata, una corsa in apnea.

"Non è il momento. Ora non posso. Ho da fare".

Siamo inconsapevoli che quando neghiamo una parte di noi, lei inizia a giocare. 
E decide di fare capolino secondo le sue regole, i suoi capricci, le sue volontà.

Se solo volessimo conoscerla, quella zona d'ombra. Se solo capissimo che è parte integrante della nostra essenza.
Troveremmo in noi ancora più ricchezza. Troveremmo in noi un'alleata.

Se solo volessimo osservarla, ascoltarla, lasciarla vivere ed esprimersi con i suoi spazi tempi e modi.

Se solo volessimo Amarla come parte della nostra naturale molteplicità.
"Eccomi, dimmi, mi metto in ascolto."
"Che cosa vuoi?"
"Come posso accoglierti?"
"Quali sono i tuoi bisogni?"
"Che messaggio mi vuoi dare?"

Parlandoci in modo utile e cogliendo gli spunti che ci attraversano.
Liberandoci dagli strati superflui e facendo circolare aria buona, lasciando il processo libero di evolversi.
Questo cambiamento non avverrà a livello mentale ed intellettuale, dove siamo le migliori esperte al mondo nel raccontarcela, ma permettendo alle risposte di affiorare dal cuore e dalla pancia. 
Perchè lì è custodita la vera saggezza.

Allora si, che sperimenteremo la pace dell'interezza, dell'espansione, della gioia.



"... in realtà senza ombra la conoscenza sarebbe bloccata e impedita. È attraverso l’ombra che noi riusciamo a ricostruire la forma delle cose, grazie anche all’oscuro, grazie anche alla presenza delle ombre che proiettano al suolo e che permettono di individuare la distanza delle cose dal suolo... Un mondo senza ombra, un mondo dove ci sarebbe soltanto luce, sarebbe un mondo illeggibile per noi. […]
Roberto Casati- La scoperta dell'ombra

"Non rivolgere l'attenzione altrove nella tua ricerca della verità, perché non la troverai in un altro luogo se non nel corpo.
Non combattere contro il corpo, perché così facendo combatti contro la tua stessa realtà. Tu sei il tuo corpo. Ciò che vedi e che tocchi è solo un sottile velo illusorio. Al di sotto risiede il corpo invisibile interiore, la porta che conduce all'Essere, alla Vita Non Manifestata. Attraverso il corpo interiore, sei connesso in modo inscindibile con questa Unica Vita Non Manifestata, priva di nascita e di morte, eternamente presente. Attraverso il corpo interiore, sei per sempre un tutt'uno con Dio."

Eckhart Tolle- Il potere di adesso





















Rendi il tuo ambiente piacevole

Tutto ha un significato e ogni cosa può essere magica.
Basta metterci cura, donarle il nostro tempo, innaffiarla di buone intenzioni.

Puoi invocare protezione, puoi scrivere la tua preghiera in un post it e consegnarla a Madre Terra.
Trasformare la tua realtà in un mondo piacevole, abbondante, ricco di buone emozioni è possibile....
E dipende da te.

Come farlo?
Ad esempio:

- Con pensieri giusti, sani e di valore,
- Facendo attenzione alle parole che usi per esprimerti,
- Muovendo e allenando il tuo corpo,
- Lasciandoti ispirare da un libro,
- Con i colori che scegli di indossare,
- Con il cibo che ti nutre,
- Con i fiori, le piante e gli oggetti che ospiti nella tua casa e nel tuo giardino.

E in tanti altri modi!
Tu quali usi?


Alza i tuoi standard!

La qualità della nostra vita è determinata dai nostri standard, non dai nostri obiettivi.
Uno standard è qualcosa al di sotto del quale non siamo mai disposti a scendere.




Parola di campione

Ecco come ragiona Samanta Fabris, ottima giocatrice della Pomí Casalmaggiore, in un momento sfidante della squadra.
Concetti tipo:
"nulla è impossibile... lo abbiamo già fatto perché non credere di poterlo fare ancora?... sono a disposizione dell'allenatore (Caprara) che deciderà il meglio per la squadra... io sono pronta (dopo un infortunio), se serve non mi tiro indietro... dovrà essere una vitt...oria di squadra perché non esistono supereroi..."

sono sicuramente utili nei momenti delicati, così come lo è decidere di "dimostrare questi concetti sul campo" e di " mettere da parte ogni cattivo pensiero, zittendo chi dice che lo spogliatoio non è unito perché non è vero...".

E tu, che tipo di pensieri fai quando hai bisogno di tirare fuori il meglio da te?

Ps: Forza Pomí!