LE MIE RUBRICHE


Granelli di Momi, Momenti di Gioia
feb 5, 2012


“Io non mi preoccupo di mantenere la qualità della mia vita, perchè ogni giorno lavoro per migliorarla. Mi sforzo continuamente di imparare e di fare nuove e importanti distinzioni sul modo di aggiungere valore alla mia vita e a quella degli altri. Questo mi dà la sicurezza di poter sempre imparare, di potermi sempre sviluppare e crescere.”  Anthony Robbins

Ciao a tutti i lettori di Volley Mania, vi scrivo da Falconara Marittima, sede d’allenamento della Nazionale Femminile di Beach Volley.
Ebbene si, io e Daniela, a 9 mesi dai Giochi Olimpici, siamo state riconvocate in azzurro.
Nonostante fossimo con orgoglio riuscite a realizzare un Team professionistico, per noi questo è un ottimo cambiamento perchè ci permette di lavorare con serenità e nelle migliori condizioni possibili in Italia. La sostanziale differenza dalle scorse stagioni, oltre al fatto di aver cambiato ambiente e persone di riferimento, è che dobbiamo preoccuparci esclusivamente di essere Atlete e di dare il massimo ad ogni seduta d’allenamento, diversamente da quando dovevamo amministrare anche questioni relative a logistica, sponsor e a tante situazioni riguardanti la nostra professione.
A questo proposito mi fa piacere ricordare e sottolineare ancora una volta il prezioso aiuto che Roberto Viscuso e Marco Dodi ci hanno offerto nell’affrontare i piccoli problemi incontrati lungo il cammino condiviso insieme fino la fine della scorsa stagione.
Rispetto al progetto Pechino 2008 al quale avevamo preso parte, sono stati fatti dalla federazione notevoli passi avanti nell’organizzazione delle squadre nazionali. Inoltre, la regione Marche contribuisce con successo a rendere il nostro lavoro tranquillo permettendoci di veicolare tutte le nostre energie in una sola direzione, senza distrazioni. Falconara è a misura d’uomo e anche gli spostamenti (che ai più possono sembrare una banalità) sono molto più agevoli e ci consentono di sfruttare al meglio il nostro tempo. Campi d’allenamento, sala pesi, piscina e centro medico sono tutti a pochi chilometri gli uni dagli altri.
Non mi manca affatto il traffico della capitale, ma devo ammettere che ho nostalgia dei tramonti di Ostia.


Il nostro obiettivo rimane la regale sabbia inglese: vogliamo partecipare con due squadre femminili alle Olimpiadi.
Per riuscire a qualificarci via ranking tra le prime 16 coppie avremo a disposizione 6 tappe del Campionato del Mondo. Se non riusciremo a centrare subito la qualifica, gareggeremo nella Continental Cup e, a seguire, nella World Cup che, insieme, assegneranno altri tre preziosissimi posti per Londra.
Il primo torneo del 2012 si svolgerà a Brasilia dal 16 al 21 aprile e fino a quel momento avremo modo di prepararci al meglio, probabilmente anche con uno stage all’estero, per essere da subito molto competitive ed agguerrite. Dopo il Brasile si volerà in Cina per ben 3 settimane, poi si tornerà nel nostro continente per la finale dell’Europeo (in Olanda), poi ancora World Tour in Russia e nella splendida Roma.
Per il calendario dettagliato date un’occhiata qui:
http://www.fivb.org/EN/BeachVolleyball/Competitions/WorldTour/2012/
Si lavora sodo con doppia seduta giornaliera tra piscina, sala pesi, bike e sabbia: io e Daniela siamo davvero motivate e pronte a nuovi sacrifici.
Come avviene ad ogni cambiamento siamo molto recettive a nuovi spunti e metodi di lavoro e l’alto livello di staff e giocatrici del nostro nuovo ambiente non può che giovarci.
Un saluto, alla prossima,
Momi

Granelli di Momi, momenti di Gioia… e palle di neve


Feb 14, 2012

“Tra vent’anni sarete più delusi per le cose che non avete fatto che per quelle che avete fatto. Quindi mollate le cime. Allontanatevi dal porto sicuro. Prendete con le vostre vele i venti. Esplorate. Sognate. Scoprite.” Mark Twain

Ciao ragazzi!
Qui a Falconara Marittima oggi è uscito un bel sole e la neve inizia a sciogliersi. In 30 anni non mi era ancora capitato di vedere tanta neve tutta insieme per tanti giorni, nonostante io sia nata ai piedi del Monte Grappa. Il sali-scendi tipico di queste zone ci ha messe a dura prova, ma devo dire che dotata di scarponi me la sono cavata anche con il ghiaccio! Le nostre macchine sono rimaste sepolte come tante altre per qualche giorno e le abbiamo liberate armate di pala da ben due nevicate.
Domenica mattina, approfittando del riposo, ho fatto una lunga passeggiata per godermi un po’ il silenzio surreale che questo evento comporta. Il paesaggio era incontaminato: durante la notte la neve è caduta incessantemente e le strade secondarie non erano ancora state pulite.

E’ davvero suggestivo vedere le verdi colline marchigiane imbiancate e ancor di più la spiaggia! Mi sono divertita a scattare qualche fotografia utilizzando due degli elementi estivi che contraddistinguono il nostro sport: la nostra divisa da gioco (il toppino) e l’infradito. Il contrasto tra il bianco candido della soffice neve e il toppino rosso brasiliano con le Havaianas è notevole, non credete?

E’ stata una settimana particolare a causa dei disagi che il maltempo ha causato, ma nonostante questo ci siamo riuscite ad allenare con continuità. L’ottima organizzazione ha previsto un pulmino dotato di gomme termiche (guidato da Lissandro e Nico) che ci ha “scarrozzate” tra il campo d’allenamento, casa, la sala pesi e anche il supermercato!
Gli allenamenti sono sempre più intensi e la fatica inizia a farsi sentire, questo è il periodo giusto per spingere, ma è ogni giorno una grossa soddisfazione tornare a casa avendo portato a termine gli obiettivi e con qualcosa in più ad arricchire il nostro bagaglio.
Oggi è S. Valentino. Non che io senta la particolare necessità di festeggiare l’amore in questo giorno, ma qualche cioccolatino alla mia socia (che frequento più del mio uomo!) e un dolce pensiero a distanza per Marco ci sono stati.
Ciò che naturalmente manca quando si è in collegiale è il non poter condividere quotidianamente le proprie gioie con le persone che ami. Ma se si sta bene con sé stessi e il proprio rapporto di coppia è stabile si affrontano anche questi piccoli sacrifici. Per me è molto importante sentirmi libera di scegliere e devo dire che le persone che mi sono vicine hanno sempre rispettato il mio attaccamento per lo sport, anzi, mi hanno supportata senza mai frenarmi capendo che fare questo è ciò che mi rende felice. E poi, lavorare per un sogno non è mai pesante…certo, le difficoltà ci sono, ma fanno parte del cammino. Non appena posso torno da fidanzato, famiglia e amici, ma quando il programma prevede allenamenti anche durante il weekend loro non mancano mai di far sentire la loro speciale presenza. Grazie alla tecnologia, tra Pc e Smartphone comunicare e scambiarsi notizie in tempo reale è davvero semplice. Proprio in quest’ultimo weekend, ad esempio, è stata organizzata una festa di carnevale per il compleanno di una cara amica e Marco durante la serata mi ha mandato via telefono le foto di come si erano mascherati (erano davvero carini) per rendermi partecipe del loro incontro. Lo stesso vale per i miei fratelli, dei quali ho tappezzato casa di fotografie. Stasera, ad esempio, abbiamo una conferenza su Skype alle 22. J
La verità è che sono molto serena e tanto contenta per quello che faccio e mi sto godendo ogni momento di questa nuova esperienza.
Ci aspetterà un lungo periodo lontane dall’Italia perché è stato confermato lo stage a Rio de Janeiro che inizierà a metà marzo. Dopo un mese d’allenamento in Brasile giocheremo la prima tappa a Brasilia e poi voleremo direttamente in Cina per 3 settimane. Sarà un momento fondamentale della nostra stagione di qualificazione: un mese di allenamenti ad alto livello e 4 tornei importantissimi.
Insomma, siamo sopravvissute a questa grande nevicata che ha paralizzato mezza Italia… ma la nostra indole estiva scalpita per temperature più miti, piedi nudi e tanto tanto beach volley!
Alla prossima,
Momi

Granelli di Momi, momenti di Gioia … più forti del fuso
Mar 22, 2012

“I veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre “Andiamo”, e non sanno perchè. I loro desideri hanno le forme delle nuvole”. Charles Baudelaire
Ciao amici di volleymaniaweb,
voglio scrivere di beach volley però non del gioco in sè, ma di una caratteristica molto particolare del nostro sport:il viaggio.
Noi partecipiamo al World Tour e vuol dire davvero che facciamo il giro del mondo.
Quando ho iniziato la mia carriera nel beach volley, la prima cosa che ho dovuto fare è stata strappare le poche radici che la pallavolo mi aveva permesso di far attecchire e tenere sempre una valigia pronta piena di spirito di adattamento.
Quest’anno inizieremo il campionato del mondo con il primo torneo che si svolgerà in Brasile, precisamente a Brasilia che ne è la capitale; la settimana successiva saremo a Sanya che si trova in un’isola nel sud della Cina davanti al Vietnam: in due settimane due tornei a 11 ore di fuso orario di differenza e ad almeno 36 ore di viaggio di distanza…e c’è solo una cosa utile da fare:adattarsi in fretta!
Questo vuol dire dormire solo quando è notte a destinazione e sforzarsi di stare svegli quando là è giorno anche se fuori dal finestrino dell’aereo c’è la luna e tutti dormono.
A differenza dei viaggi per turismo, noi atleti dobbiamo adeguarci il prima possibile al fuso orario per esser pronte a giocare alle 8 del mattino in Cina quando per il tuo bioritmo sarebbero le due di notte e solitamente non abbiamo più di due giorni per riuscirci.
Adattarsi vuol dire anche saper passare dai 35 gradi dei tropici ai 10 gradi piovosi dei tornei in nord Europa; vuol dire anche cercare di mangiare il meglio possibile nonostante sia difficile capire cos’hai nel piatto.


Io e Giulia abbiamo girato il mondo da sole negli ultimi tre anni e oltre all’aver organizzato voli, spostamenti, prenotazione alberghi, bus, treni ecc…ci siamo ritrovate spesso in situazioni tragicomiche.In Russia,ad esempio,l’unico albergo disponibile era a 40 km dal luogo del torneo e per arrivarci dovevamo cercare di indovinare la fermata giusta fra quelle scritte solo in cirillico delle 12 linee della metropolitana a Mosca; oppure elemosinando un passaggio dai poliziotti a Seoul in Korea per raggiungere i campi, o salendo abusivamente su un camioncino che trasportava l’acqua nel centro olimpico di Pechino alla ricerca dello stadio…ed ora, dopo sei anni di viaggi mi sento anche io (come Jovanotti) con le scarpe piene di passi e sono “sempre più affascinata da tutto quello che non conosco, da questa impossibilità di intendersi,da questo misterioso cerchio di facce per le quali non funziona il gioco dell’istinto o della simpatia, da questo cerchio di segni che evocano segreti che voglio capire…”
Questa è una frase del libro di Tiziano Terzani che ho appena comprato “In Asia”, che forse è il continente che mi incuriosisce di più, che vorrei capire e che mi sforzo di non giudicare superficialmente perchè quando si inizia a giudicare si smette di comprendere e si perde la possibilità di imparare.

Quindi la valigia è già pronta e non resta che chiuderla per partire tra qualche settimana alla scoperta di nuovi posti ma soprattutto alla ricerca di grandi risultati!
Ci stiamo allenando tantissimo da dicembre qui a Falconara Marittima e siamo molto soddisfatte della preparazione che abbiamo fatto;Seguiteci anche voi, e sono sicura che anche quest’anno avremo delle storie da raccontare…
Daniela Gioria

  Granelli di Momi, momenti di Gioia … a ritmo carioca



Apr 9, 2012
“Le nostre valige erano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevamo molta strada da fare. Ma non importava, la strada è vita. Jack Kerouac
Stage a Rio de Janeiro (Brasile), lunedi 9 aprile

Apro gli occhi prima della sveglia, solitamente alle 6, giusto in tempo per godermi il magico momento dell’alba. Il nostro appartamento al dodicesimo piano si affaccia sulla spiaggia di Copacabana: l’oceano offre uno spettacolo sempre nuovo che posso apprezzare senza pagare il biglietto. Il timido chiarore all’orizzonte in pochi istanti si colora d’arancione e oro via via più intensi; tutto è pronto ad accogliere il sole che sorge sul mare: il cuore è colmo di gratitudine e, come una preghiera, il pensiero è rivolto alle persone che amo.
Onorare ogni nuovo giorno cercando di lottare contro i miei limiti e sfruttare i miei talenti è ciò che mi fa stare meglio e, allo stesso tempo, è quello che mi sento in dovere di fare.
Il primo allenamento delle 7.30 (a volte anche prima!) a Ipanema ci aspetta, poi palestra, o ancora sabbia, o amichevoli o lavoro fisico o chissà…noi saremo pronte ad ogni programma ed orario. Non serve che vi dica che le condizioni qui sono ideali per giocare a beach volley: la temperatura va dai 22 ai 35 gradi e ci sono tante squadre brasiliane e non con le quali allenarsi e disputare amichevoli. Avere l’allenatore brasiliano poi, ci permette di entrare maggiormente in contatto con la cultura locale e di poterla apprezzare maggiormente soddisfando tante curiosità.
Appena arrivata a Rio niente mi sembrava cambiato: succhi di frutta fresca meravigliosa, miriadi di campi da gioco, tramonti sul Pan di zucchero, persone calde e amichevoli, tanta attività fisica (corsa, bicicletta, beach volley, calcio, rugby) tra spiaggia e passeggiata lungomare, acqua di cocco, samba, sorrisi.
Io e Daniela ci ritroviamo qui per la terza volta insieme, ma dall’ ultimo appuntamento (lo stage a rio de janeiro del 2008) ad oggi sono passati 4 anni. Ed ecco cosa è cambiato: noi.
Torniamo a sudare su questa spiaggia con le stesse motivazioni e lo stesso entusiasmo di sempre, ma con una consapevolezza maggiore come individui e come squadra. E’ una soddisfazione notevole sapere che se siamo tornate a far parte del progetto federale è grazie alla nostra perseveranza e al professionismo di chi ci è stato accanto in questo anni. Mi guardo indietro per capire in che cosa mi sono evoluta e come le esperienze mi hanno cambiata; anche in questo trovo forza e stimoli per continuare a lottare verso nuovi obiettivi personali e sportivi.
Come ormai avrete imparato dai nostri racconti questo sport ti insegna ad adattarti, a cercare soluzioni, a stringere relazioni con le persone; ti stimola ad apprezzare la bellezza di tutto quello che ti circonda ad essere curioso e aperto al diverso. Ti ricorda quali sono i valori che hanno la priorità, anche a migliaia di chilometri di distanza, ma ancor più ti dimostra che tutto ciò che conta davvero è in te e che niente e nessuno può renderti felice se non decidi di farlo tu stesso coltivando ed espandendo la luce che porti dentro.
Gli allenamenti sono impegnativi e necessitano di tanta determinazione ed energia. Quindi sabato, dopo un lunga seduta sulla sabbia, abbiamo festeggiato la Pasqua in anticipo al “Porcao di Ipanema”, la miglior churrascheria di Rio che propone un buffet di carne e pesce davvero straordinario. Una delizia!


Ieri, domenica di Pasqua, abbiamo riposato e mi sono dedicata ad altre attività: spesa, bucato, un bagno al mare, skype con famiglia e amici, un libro e la S.Messa in portoghese; ognuno trova il proprio modo per ricaricare le pile. Amo ritagliare dei momenti per me stessa per passeggiare con in cuffia la mia musica preferita e scattare delle fotografie, tentando di catturare riflessi ed emozioni di quello che mi circonda: l’andare e venire delle onde mi tranquillizza, il vociare in una lingua diversa dalla mia mi diverte, chiaccherare con il taxista di turno mi arricchisce. Se c’è una cosa che ho imparato in questi anni, è godere delle cose semplici come fossero un premio, ed essere qui sapendo che sto lavorando per un Obiettivo prestigioso, e’ un vero godimento, nonostante ogni fatica.
Vivere la spiaggia tutto il giorno ci permette di apprezzare la pace dell’alba, il caldo del meriggio, e (il mio momento preferito) il crepuscolo. Quell’ultimo bagliore che si diffonde tra il tramonto e la notte, poco prima che le luci della favelas accendano il buio, quando le cose intorno a me cambiano colore e definizione, l’aria diventa fresca e il viso stanco ma soddisfatto si distende.
Oggi comincia la nostra ultima settimana di preparazione, mercoledì voleremo a Brasilia dove avrà il via il primo torneo di questa stagione olimpica.
Ciao ragazzi, scappo ad allenarmi, qui sotto strada e spiaggia già brulicano di vita.
A presto, Giulia
Granelli di Momi, momenti di Gioia, profumi d’Oriente
Mag 15, 2012
Ciao ragazzi, vi scrivo dall’aeroporto della capitale della Cina, Pechino. Siamo alla fine della terza settimana in oriente dopo averne passate 4 in Brasile, e oggi si rientra nella dolce Italia. Abbiamo volato da un capo all’altro del mondo ed è cambiato tutto: usi e costumi, clima, paesaggi, colore della pelle, forma degli occhi, cibo, fuso orario.
Il primo torneo della stagione si è svolto a Brasilia, capitale del Brasile; e’ una città moderna, di appena 50 anni situata a 1172 metri sul livello del mare. La cosa che lì mi colpisce più di tutto è il cielo: sembra più grande, di un blu intenso, con splendidi giochi di nuvole sempre diversi. Il clima rispetto a Rio de janeiro è secco ed anche la palla a causa della pressione resta in aria diversamente. Seconda tappa dei nostri viaggi è stata Sanya, la città più a sud della Cina, isola sede di vacanza per gli orientali e molto frequentata dai russi per lo stesso motivo. La particolarità di quel luogo è senza dubbio il gran caldo e l’altissima percentuale di umidità nell’aria: in assoluto il torneo più impegnativo dal punto di vista fisico. Pensate che durante la semifinale al campo centrale gli arbitri hanno segnalato una temperatura di 50 gradi…incredibile vero?!
Shanghai, o meglio la spiaggia di Jinshan, ad un’ora dalla città vera e propria, stupisce sempre per il grigiore che purtroppo rende i colori privi della loro brillantezza…una sorta di nebbia ti avvolge nelle prime ore del giorno per poi sollevarsi, al contrario della marea che si abbassa per lasciare posto a decine di persone che vanno a raccogliere i granchi nascosti in superficie.
E per ultima la metropoli di Pechino. Il torneo di svolge nelle strutture allestite per le ultime olimpiadi del 2008 e il campo centrale è davvero enorme! Questo luogo meriterebbe di essere ben esplorato, sono riuscita a ritagliarmi qualche ora per visitare piazza Tienanmen, Silk Street, un tipico mercato cinese dove vendono perfette imitazioni di ogni marca, e il suggestivo Tempio del Paradiso. Non ho notato molti turisti occidentali in giro, per questo siamo spesso preda di fotografie. Ci guardano tutti sorridendo, con curiosità, soprattutto i bambini che riconoscono che siamo diversi ed hanno un modo di manifestarlo naturale e puro…sembrano divertiti.

Certo, la Cina è davvero un mondo lontano da noi, per modi di vivere e per abitudini che ci sembrano incomprensibili. Ma a me non piace fermarmi all’apparenza e se il perché di qualche loro gesto mi sembra strano chiedo direttamente agli interessati di soddisfare le mie curiosità. Naturalmente comunicare in inglese non è semplicissimo, ma ho incontrato anche qualche personaggio molto disponibile a farsi capire a gesti. Ritengo preziose le poche occasioni che abbiamo di poter conoscere le bellezze del luogo e le persone che ci vivono, perché ogni esperienza serve ad aprire la nostra mentre all’ignoto e ad entrare in contatto anche solo per un attimo con il diverso (che poi… siamo sicuri sia cosi diverso?).
Penso che criticare o peggio non tollerare un popolo o un paese o un piatto di riso solo perché siamo abituati a vivere e a mangiare in modi differenti sia limitante per le nostre possibilità di crescita e, scusate il luogo comune, sono convinta che ci sia qualcosa che valga la pena scoprire in ogni cosa, in ogni persona e in ogni situazione. Ho fatto una piacevole chiaccherata con un cinese professore di inglese in metropolitana, un ragazzino piuttosto impacciato che a scuola lo stava imparando ma che è riuscito ad invitarmi a cena (ho gentilmente rifiutato! ), una nonna che mi ha lasciato fotografare il nipotino e che mi mostrava a lui come se fossi un oggetto raro, un tassista generoso e disponibile a comprendermi anche se non sapevamo una parola delle nostre rispettive lingue.
Il nostro volo sta per partire, ci attendono 11 ore di viaggio verso Roma. Partire per i tornei nelle più varie città del mondo mi mette sempre di ottimo umore, ma tornare da chi si ama anche solo per un giorno mi riempie il cuore e lo spirito di nuove energie ancor prima di atterrare! L’unico rammarico è quello di non poter vedere i miei fratelli, troppo lontani da raggiungere per così poco tempo libero prima del prossimo allenamento.
La prima cosa che farò stasera? Una bella cenetta italiana con il mio ragazzo! La federazione internazionale ha sconsigliato a tutti gli atleti di mangiare carne qui in Cina, perché dai controlli anti doping è risultata qualche sostanza non a norma. Quindi, dopo tre lunghe settimane una gran bella bistecca al sangue è d’obbligo!



RUBRICA per VolleyMania- Frammenti tricolore- Parte 1
I campionati indoor sono ormai iniziati e molti degli atleti che in estate sudano sotto il sole hanno archiviato (a malincuore, lo so!) infradito, costume e pareo. Vediamo di ripercorrere insieme la mia stagione di Beach Volley: vi racconterò degli episodi che hanno segnato questi mesi, consideratele delle cartoline colorate per mantenere vivo il nostro bellissimo sport nonostante l’avanzare dell’autunno.
Eccovi la prima.
Vi avevo lasciati nel bel mezzo del campionato del mondo, al Grande Slam di Pechino. Il World Tour è proseguito tra Mosca e la suggestiva cornice del Foro Italico a Roma per poi approdare a uno dei momenti focali del nostro cammino: le finali di Continental Cup e World Cup, tornei svoltesi in Russia, che prevedevano lo schieramento di due squadre per nazione e che hanno assegnato rispettivamente uno e due posti per Londra.
L’esito lo ricorderete, io e Daniela abbiamo sconfitto Uruguay, Kenya, Svizzera e Cina vincendo il girone e poi perso 2 a 1 la finale contro l’Olanda: abbiamo visto sfumare davanti ai nostri occhi la possibilità di partecipare ai giochi ma, nonostante la delusione per non aver centrato il nostro grande obiettivo olimpico, ricordo nitidamente le forti sensazioni provate in quelle due settimane. Non vi nascondo che a livello emotivo quelli sono stati alcuni dei giorni che ricorderò più intensamente di tutta la mia carriera di atleta. Vincere le nostre partite, poi il golden set… ogni incontro era fondamentale per passare alla squadra successiva: che grinta, che carattere, che gioia!








Mi ero appuntata qualcosa nella settimana della World cup. Lo condivido convoi nella speranza di riuscire a farvi capire quanto sia stato raro vivere quel momento sportivo:
“Continuo a sognare, a dirci che ce la possiamo fare. Questo torneo, come quello della scorsa settimana (Finale della Cev Continental Cup) mi resterà nel cuore più di tanti altri. Come canta Eminem ‘If you had one shot, one opportunity to seize everything you ever wanted, one moment, Would you capture it or just let it slip?’ (Se tu avessi un colpo, l’opportunità di avere tutto quello che hai sempre voluto, un momento, lo cattureresti al volo o lo lasceresti scivolare via?): 12 squadre, due gironi da 6, le prime due di ogni girone si incroceranno, le vincenti staccheranno il biglietto olimpico.
E’ pazzesca l’energia che avverto, sono consapevole di vivere un’occasione e ogni partita ha un carico emozionale notevole. So di dover dare il massimo in ogni punto, ancor più del massimo che richiedo a me stessa normalmente. Giochiamo con Vicky e Laura; si, si gioca per Team: ogni nazione schiera le sue due squadre, ma so che siamo io e Daniela a dover fare la differenza.
E’ magico, surreale, sento Londra ad un passo da noi. Sento che possiamo farcela, sento che siamo all’altezza, che lo meritiamo.
Dentro ho molto e spero di riuscire a metterlo in campo. Non so cosa succederà, ma nella mia mente continuo a visualizzare scene vincenti. Combatterò contro tutti i miei limiti…”
Avrei voluto che quei giorni non finissero mai, giorni in cui ti stai giocando una grande opportunità, giorni in cui sei concentrato, determinato; dove scavi dentro te stesso dandoti solo messaggi positivi, motivanti. Giorni in cui sogni ad occhi aperti e in cui senti in ogni cellula del tuo corpo che l’obiettivo per cui hai duramente lavorato negli ultimi anni è lì, ad un passo da te. E’ alla tua portata, è alla portata di chi gestirà al meglio le proprie emozioni. Perché certo, la tecnica fa la differenza, ma in tornei come questo, dove ti giochi il “dentro o fuori”, cuore e lucidità contano più di ogni altro aspetto.
E, come mi ero promessa di fare, ho vissuto tutto al 100%.

Cosa rimane? Amarezza per non essere stata più brava a gestire l’attimo. Consapevolezza di aver giocato un ottimo torneo e delle grandi partite che mi hanno permesso di arrivare a quella finale e senza le quali non saremmo arrivate fino a quel punto. Orgoglio per avercela messa tutta ed averci creduto fino alla fine. Soddisfazione per sapere guardare il passato a testa alta.
Lo sport è questo: vittoria e sconfitta. Magia e delusione.
Ma quando si rimargineranno le ferite, la cicatrice del tuo indimenticabile percorso prenderà la forma di una parola che non potrai mai dimenticare… CORAGGIO.
Alla prossima!

Momi

http://www.volleymaniaweb.com/?p=43871

RUBRICA per Volleymania - Frammenti tricolore - Parte 2
 
Ciao amici di Volleymania, come procede il vostro autunno?
Per me è ufficialmente cominciato il periodo di riposo, momento in cui mi dedicherò alle persone che trascuro durante l’anno a causa della distanza e dei grossi ritmi di lavoro.
Approfitterò del tempo libero per stare con la mia famiglia e gli amici che vivono nella mia zona di origine (Crespano del Grappa) e per svolgere delle attività che ho programmato e concentrato in questo mese: in settimana parteciperò ad una cena di beneficienza a favore della Lega Italiana Lotta Tumori sezione di Treviso e sarò ospite alla prima partita in casa di campionato di A1 della Imoco Volley Conegliano allo storico Palaverde. Il programma prevede poi una visita al patronato e alle società sportive di Este, un weekend con i miei fratelli a Roma e qualche giorno a Parigi con Marco. Parteciperò anche a un convegno intitolato “Impara dai Campioni” un corso su come affrontare le sfide nel modo migliore e vincerle. Quindi… un sacco di cose interessanti, ma queste sono storie che vi racconterò più avanti. Per oggi torniamo alle cartoline estive che vi avevo promesso: l’argomento del giorno è la finale tricolore di Pescara.
A luglio, l’infortunio alla mano sinistra di Daniela accaduto durante la partita per il quinto posto al Grande Slam di Berlino, mi ha indotta a cercare una compagna per continuare il mio cammino stagionale. Fortunatamente la federazione mi ha affiancato Laura Giombini, con la quale ho disputato 4 tappe del World Tour e vinto la tappa del Campionato Italiano a Ostia, ma questa non poteva essere una soluzione continuativa in quanto la sua compagna per il progetto federale era Vicktoria Orsi Toth. E quindi, dopo aver pensato anche di non partecipare alle tappe restanti del campionato italiano, mi sono rivolta a Lucia Bacchi.

Bibione è stata la nostra prima uscita stagionale insieme: sulla spiaggia dove ho imparato a camminare (ho trascorso a Bibione un lungo periodo della mia infanzia), con zii, sorella, cugini e amici a tifarci in tribuna siamo arrivate seconde, in un interminabile torneo di 7 partite! Ovviamente dispiaciute per non aver vinto, ma consapevoli dei nostri mezzi, ci siamo riviste due settimane dopo (sempre senza alcun allenamento insieme a causa di impegni reciproci) e a Pescara abbiamo giocato 5 partite senza perdere neanche un set, conquistando la possibilità di abbracciarci al tricolore e indossare il top con lo scudetto. Siamo riuscite a mettere in campo ognuna il giusto mix di esperienza, qualità tecnica e motivazioni; abbiamo condito il tutto con una naturale intesa e stima reciproca che ci ha rese partita dopo partita sempre più unite e determinate. Non è stato un weekend facile, direi tutt’altro. Vincere non è mai scontato e dietro ad ogni partita c’è un mondo che chi non vive da protagonista spesso non intuisce. A volte ti trovi a combattere contro te stesso: devi stare molto attento al tuo dialogo interno, a ciò che ti chiedi, a quello che ti aspetti perché i tuoi pensieri influiscono nella prestazione, quindi meglio siano edificanti! Non devi permettere a troppe emozioni di entrare in partita con te, quello che conta è essere concentrati su ogni singolo pallone per riuscire a fare ciò per cui ti sei duramente allenato. Grazie ad un amico prezioso che mi ha ricordato chi sono e che cosa faccio, sono entrata in campo per vivere una festa e onorare al meglio lo sport che amo sopra ad ogni cosa. Questo scudetto è stato diverso dal primo (Ostia 2007): riguardandomi in televisione mi sono sorpresa a vedere una Giulia determinata ad andare dritta verso l’obiettivo, senza esitazioni. Ricordo che ho voluto assaporare tutto, dalla presentazione della partita al fischio finale. La sola cosa che mi sono sentita di fare una volta caduta l’ultima palla è stata applaudire Lucia provando un grande senso di gratitudine.
Lo scudetto faceva parte di uno degli obiettivi che mi ero posta dopo la mancata qualificazione olimpica e raggiungerlo è stato davvero appagante. La vittoria ha avuto per me un sapore speciale e ringrazio ancora una volta Lucia per aver contribuito e condiviso questo traguardo. E’ una grande atleta e una persona grintosa, sensibile e concreta: lo scudetto di beach volley cucito nel petto le sta proprio bene.
I nostri fidanzati, Marco e Sergio, erano con noi quel weekend. Dopo la premiazione siamo rimasti al mare a brindare insieme fino a poco prima del buio, ci siamo gustati quel momento con grande semplicità, in compagnia di un ottimo aperitivo e di fronte ad una spiaggia silenziosa.


Dopo la doccia ci siamo incontrati per andare a cena, io avevo comprato due bandiere dell’Italia, una per me e una per Lucia, sulle quali abbiamo scritto la data della vittoria e i nostri nomi.
Il mattino dopo sono scesa con Marco a fare colazione. Sul tavolo del ristorante ho trovato un bellissimo mazzo di fiori avvolto da dei nastri verdi, bianchi e rossi e il pacco di quotidiani dentro i quali si trovavano i nostri articoli sul risultato del giorno precedente.
In mezzo ai fiori un biglietto nel quale Lucia mi ringraziava di cuore… che dire… belle emozioni, ricordi di sport, amicizia e condivisione che custodirò per sempre.
Concludo invitandovi a visitare il mio blog all’indirizzo:
http://giuliamomoli.blogspot.it
Sarei lieta di ricevere le vostre opinioni ed eventuali domande o richieste riguardo il beach volley e, perché no, anche altro.

A presto, Momi




RUBRICA per Volleymania- Frammenti d'estate

Ciao amici di Volleymania, nonostante le temperature in discesa, oggi vorrei descrivervi qualche altro flash della mia estate, nello specifico il torneo in Russia e l’accoglienza tricolore del mio Paese.

Subito dopo la finale scudetto di Pescara sono volata nei pressi di Kaliningrad a disputare la finale del campionato dei paesi dell’Europa dell’Est (EEZVA) con Evgenia Ukolova, atleta della Nazionale Russa allenata da Marco Solustri. Vi spiego perché ho potuto fare questa cosa: in Russia ogni giocatore ha un Club di appartenenza dal quale è stipendiato, pertanto, nonostante Evgenia abbia già una partner con la quale ha disputato World Tour e Olimpiadi (Ekaterina Khomyakova), quando gareggia nel suo Paese lo deve fare con chi appartiene al suo Club, oppure, come in questo caso, chiedendo una Wild Card per poter giocare con una straniera. Durante il World Tour in Polonia Evgenia mi propose il torneo e io accettai con entusiasmo il suo invito. In passato avevo già giocato con due ragazze straniere: una tappa del campionato svizzero con Isabelle Forrer e due del campionato italiano con l’ormai italianissima ma di origine olandese Patricia Labee. E’ sempre motivante disputare un torneo con una nuova compagna, soprattutto se si deve comunicare in inglese! Ci si mette in discussione, ci si rende disponibili a giocare in ogni ruolo e in un altro lato dal campo… insomma vale la pena allenare la flessibilità!
Dunque dico ok, la Nazionale Italiana mi da il permesso di partecipare, il Club russo mi fa arrivare l’itinerario del viaggio via mail, io e il mio fidanzato facciamo un visto per la Russia d’urgenza per poter partire e… via.
La sensazione sull’aereo è stata fin da subito di grande eccitazione: ero felice di partire e di vivere questa esperienza all’estero con una compagna russa. Veramente non avevo la più pallida idea di che cosa avrei incontrato e di come sarebbe stato, ricordo che mi stupì ancora una volta il mio atteggiamento di curiosità e di voglia di mettermi in gioco: partivo senza alcun tipo di certezza, unicamente per il gusto di scendere in campo e di scrivere una nuova pagina di vita. Questo mi faceva sentire tanto libera quanto predisposta a ottenere il meglio da questa uscita.

Ho scoperto che i russi sanno essere davvero gentili e premurosi. Si sono presi cura di me dalla A alla Z dimostrandomi il piacere di farlo e accogliendomi come si fa con un vecchio amico, fin da subito, nonostante due alfabeti così diversi tra loro. A proposito di questo, non so se lo riuscite a vedere bene dalla foto, ma alla conferenza stampa il mio nome era scritto in russo… forte, vero?!
Evgenia è una ragazza solare e divertente e insieme ci siamo trovate molto bene. Oltre a lei ho stretto amicizia con alcuni ragazzi della federazione russa con i quali lo scambio è stato immediato, la conoscenza facile e la comunicazione in inglese divertente e coinvolgente.
L’organizzazione era modesta ma ordinata ed è filato tutto liscio.. tranne la musica della festa del sabato sera a tutto spiano! La mia stanza era sopra il campo centrale, la festa accanto.. quindi in realtà era come averli dentro la camera! ;-)
Musica a parte questa esperienza mi ha permesso di avvicinarmi alle loro abitudini e alla fine della settimana, ciò che mi sembrava strano all’inizio, era diventato ordinario. La cena, ad esempio, veniva servita in una scuola ed era particolare non per i cibi serviti (comunque diversi dai nostri) ma per i piatti pieni già posizionati sul tavolo prima dell’ ingresso in sala. Di fronte a noi tante tavole già imbandite, ci si sedeva dove il pasto era ancora intatto; un piatto unico di carne o pasta, uno yogurt, un dolcetto e del the… uguale per tutti, senza possibilità di cambiare o scegliere…quindi o te lo facevi andare bene, o ti alzavi con fame ;-)


Il torneo era strutturato come un Grande Slam: 6 pool da 4 squadre di buon livello perché tutti gli atleti partecipanti fanno beach volley tutto l’anno. Abbiamo disputato 7 ottime gare cedendo solo in finale al tie break, ma conquistando un bellissimo argento. Ho trovato un pubblico molto coinvolto e appassionato che simpatizzava per la nostra squadra; in tanti mi hanno detto che gradivano il modo di esultare di noi italiani e il fatto che giochiamo con grinta e sorridendo. Probabilmente abbiamo un modo più espansivo di manifestare le nostre emozioni . Quindi la settimana a Kalingrad… è stata un’esperienza assolutamente positiva!
Passando a una seconda brevissima cartolina, al mio rientro a casa, a settembre inoltrato, sono stata accolta in modo a dir poco caloroso.


All’ingresso del paese, a Palazzo Reale ho trovato uno striscione in mio onore da parte del Comune di Crespano del Grappa e a casa mia, oltre la bandiera all’ingresso, la mia famiglia aveva preparato tutto in versione tricolore: la casa aveva un particolare verde- bianco -rosso in ogni angolo (una ghirlanda, un mazzo di fiori, dei drappi, dei cuori…); perfino a Spike, il nostro cane, era stato messo un simpatico fiocchetto al collo! La mamma aveva curato veramente ogni dettaglio e anche la tavola da pranzo sposava il tema della bandiera italiana.
Qualche domenica dopo il sindaco mi ha omaggiato di una targa: sapere di essere un orgoglio per loro e un esempio di tenacia per i giovani che si avvicinano allo sport è per me un onore e una responsabilità che mi assumo con impegno.
Condividere con famiglia e amici la mia soddisfazione ha dato un gioioso valore aggiunto al tutto.

E’ proprio vero ciò che scrisse Goethe. “Mira alla luna. Anche se la manchi atterrerai tra le stelle.”
A presto!
Momi



RUBRICA per Pallavoliamo - CROSSOVER-Un viaggio nel Beach Volley

Ciao ragazzi, sono Giulia Momoli, beacher di professione dal 2006, attuale campionessa d’Italia in carica insieme a Lucia Bacchi.
Questa rubrica parlerà naturalmente di Beach Volley, un mondo in continua evoluzione che sa regalare grandi emozioni. Chi di voi non ha seguito almeno una partita di Beach Volley nelle ultime Olimpiadi? Sarete d’accordo con me nel dire che il campo all’ Horse Guards Parade di Londra gremito di gente era un vero spettacolo!? Personalmente me lo sarei goduto meglio dall’interno… calcando quella perfetta sabbia bianca … chi ha orecchie per intendere intenda! ;)
Vi porterò con me attraverso il World Tour, il Campionato Europeo e il Campionato Italiano: cercherò di farvi conoscere questo sport in tutti i suoi aspetti, approfondendo ciò che lo differenzia dalla pallavolo, ma lo farò in modo un po’ nuovo, rispetto al diario che scrivo per Volleymaniaweb.com
Qui vestirò i panni di una Reporter per curiosare tra le realtà italiane e straniere: vi metterò in contatto con chi ha fatto di questo sport una professione (quindi atlete, atleti e allenatori professionisti), con chi sta sviluppando il Beach Volley in Italia grazie a delle vere e proprie scuole, con chi organizza eventi e tornei e, perché no?, anche con chi lavora ai piani alti, per rendere le informazioni a disposizione di tutti.Tratteremo con persone specializzate nel settore argomenti riguardanti ogni area dell’allenamento: dalla parte tecnica, a quella fisica, a quella tattica senza dimenticare gli aspetti fondamentali della preparazione mentale e la cura della alimentazione.
Sappiate che il Beach Volley in inverno non va in letargo, quindi attendo le vostre richieste sui personaggi di cui vorreste saperne di più e le vostre curiosità sugli aspetti che desiderate approfondire. Contattatemi qui: momi@pallavoliamo.com e sarò ben felice di accontentarvi!
Per concludere: che cosa rappresentano per me lo sport e nello specifico il beach volley?
Lo sport è passione, dedizione, amore per i gesti quotidiani, è lo strumento migliore che ho avuto per conoscere me stessa in ogni sfumatura, particolare ed imperfezione x' è proprio nei momenti di difficoltà e sotto stress che emerge la nostra personalità. E’ una continua lotta con il nemico interiore che vuole sconfiggerti, che ti vuole così con i tuoi difetti, che vuole impedirti di crescere, di migliorare. Il beach volley mi ha permesso di girare il mondo, visitare luoghi straordinari, conoscere persone e culture nuove. E’ uno sport in cui devi contare profondamente su te stesso e lavorare insieme al tuo compagno ripetutamente e più volte al giorno per rafforzare le tue qualità e limitare i punti deboli. Scendi in campo senza allenatore (il grosso del lavoro lui e lo staff lo fanno prima) quindi è necessario essere in grado di valutare al meglio ogni situazione; tua la responsabilità di ogni vittoria, di ogni sconfitta, non ci sono sostituzioni o qualcuno che ti tolga dai carboni ardenti, se non la forza della squadra che giorno dopo giorno hai costruito. Ogni conquista, seppur piccola è una vittoria, ogni passo avanti è la tua soddisfazione quotidiana. Credo che ognuno sia sempre alla ricerca di qualcosa che lo realizzi, che lo faccia sentire compiuto, di un obiettivo per il quale battersi, un'occasione di rivincita, un qualcosa verso la quale indirizzare sforzi e passione. La mia ricerca mi ha portato a scoprire che desideravo essere un’atleta a 360°: nei pensieri, nelle parole e nelle azioni. E il modo migliore per farlo è predispormi ad arricchirmi ogni giorno.

E’ molto più di un gioco, è un tatuaggio sulla pelle.

Vi aspetto con grande entusiasmo su “CrossOver"!

http://www.pallavoliamo.it/


RUBRICA per Volleymania - Frammenti tricolore solidali

Ciao ragazzi, ho tante avventure accadute in questi ultimi mesi da raccontarvi! Quindi cominciamo subito: oggi si parla di Beach Volley e Solidarietà.
Il primo evento al quale vorrei dare spazio è quello a cui ha partecipato l’intera Nazionale Femminile di Beach Volley in EmiliaUno gnocco per una tensostruttura”: siamo state invitate a disputare un torneo che raccogliesse fondi per noleggiare una copertura per il campo da beach di S. Prospero, unica sede rimasta disponibile a causa del terremoto, nella quale i ragazzi del luogo potessero svolgere attività sportive. C’eravamo tutte: Marta, Greta, Laura, Daniela, Vicktoria, Giada e 4 ragazze del giovanile, tra cui le due campionesse d’Italia under 20, Lissandro e Glauco. Ho affrontato questo appuntamento con lo spirito di chi sa che cosa rappresenta e lo mette a disposizione: il beach volley è il nostro mezzo di comunicazione, è lo strumento che ci rende un esempio agli occhi di chi ci guarda, è il veicolo attraverso il quale possiamo contribuire a nobili cause. La formula del torneo è stata studiata dal nostro coach Lissandro in modo simpatico: le 4 atlete seniores hanno fatto coppia ciascuna con una delle 4 atlete Under 20 e si sono scontrate in semifinali e finali; Marta, Greta e Giada hanno invece fatto da arbitri delle gare! Ho giocato con la campionessa italiana under 20 Lodovica Langellotti…e abbiamo simbolicamente vinto il torneo!
Questa esperienza mi ha coinvolto molto, ho visto persone commosse e grate per la nostra presenza. Sapete, sono riuscita a provare emozioni simili alle loro qualche anno fa, quando la mia famiglia è stata colpita da un incidente aziendale (un incendio): so cosa significa perdere un lavoro, vedere tutto andare in fumo, togliere dalle macerie ciò che rimane, lasciare andare quello che per anni è stato tuo e per cui hai faticato, ma che non puoi più recuperare. Ho conosciuto lo sconforto, le lacrime, l’incredulità, le domande, le responsabilità e la fragilità di un padre, ma ho conosciuto anche la forza, la concretezza e la voglia di ripartire subito di una famiglia unita che nella difficoltà ha capito che l’Azione era l’unica strada da percorrere. Però un luogo di lavoro non è una casa: perdere il tetto sopra la propria testa significa perdere la tua sicurezza più profonda, il punto di ritrovo per le persone che ami, il tuo rifugio, la certezza, il riparo. Quello no, non so che cosa significhi, per questo sono vicina a tutte le persone che ancora vivono dentro ad una tenda o che per mesi hanno avuto il timore di tornare nelle loro case per paura di nuove scosse. Ma so anche che noi uomini abbiamo dentro risorse infinite e che sappiamo rimboccarci le maniche per trovare ed attuare soluzioni: la vita di ognuno è colpita da terremoti, di grado più o meno intenso, l’importante è ripartire a testa alta sapendo affrontare gli eventi con coraggio e determinazione.
La compagna iridata Under 20 di Lodovica, Elisa Bellodi è stata speciale protagonista dell’evento poiché residente nella zona interessata del sisma: pensate che fino a poco tempo fa andava a scuola nel pomeriggio perché le strutture sane erano poche ed era necessario che le classi si dessero dei turni. Colgo l’occasione per ringraziare la sua famiglia per l’ospitalità e la gentilezza con cui ci ha accolte. Un grazie anche alla struttura dello Sporting Club di Carpi che ci ha permesso di disputare due allenamenti tecnici durante il weekend. Ho apprezzato molto lo spirito di generosità di queste persone: a volte pensiamo di non aver niente da offrire, ma ci dimentichiamo del potere enorme che hanno l’intenzione e l’amore che mettiamo nel fare le cose.

Seconda cartolina: ho passato qualche giorno a casa, nella mia Crespano del Grappa e ho avuto il piacere di essere madrina ad una cena di beneficenza a favore della LILT (Lega Italiana Lotta Tumori) in un ottimo ristorante della pedemontana. Oltre alle favolose pietanze che Gerry (proprietario del locale e simbolo di chi ha sconfitto la Malattia) ci ha preparato, tutte incentrate su prodotti del nostro territorio, è stato dato spazio a sindaci, assessori, imprenditori e primari di ospedali per sensibilizzare una prevenzione che ci salva la vita o che in molti casi ritarda l’evoluzione delle malattia. Ho rappresentato la categoria degli atleti, che per professione sono abituati ad aver cura del proprio corpo tramite l’attività fisica, la sana alimentazione ed annuali check-up; ho contribuito mettendo un top del World Tour all’asta, un simbolo con il quale rappresento la mia provincia di nascita nel mondo, e in questo frangente utile alla causa LILT.


La terza cartolina che vi presento non riguarda esattamente la solidarietà, ma è un'esperienza che mi ha riempito il cuore di gratitudine e che desidero condividere con voi.

Ho conosciuto Don Daniele su facebook e da tempo mi invitava a far visita al suo patronato di Este. Finalmente a novembre ne ho avuto l’occasione e sono andata a conoscerlo personalmente. Quello che ho trovato ad accogliermi ha superato ogni aspettativa: erano coinvolte le tre società storiche di pallavolo di Este, ragazze, genitori, dirigenti e allenatori. Don Daniele ha allestito la chiesa dove ha celebrato la S. Messa a tema Pallavolo/Beach Volley: sull’altare un cesto di palloni, una rete, un elastico, una borraccia, un paio di ginocchiere, le divise da gioco. Con la sua abilità di esprimere in metafore il Vangelo ha saputo celebrare una messa ricca di significato, molto coinvolgente e assolutamente alla portata di ragazze giovani impegnate nello sport. Ha montato un video con le mie fotografie e mi ha permesso di dialogare con i partecipanti all’incontro raccontando le mie esperienze nel mondo del Beach Volley. E’ stato uno scambio che mi ha arricchita molto e nuovamente ha preso in me coscienza il fatto di volermi comportare da esempio, sia per chi mi segue, sia per chi viene a contato con me anche solo pochi minuti.
Ho conosciuto un patronato con una struttura pazzesca, palestre, aree sportive, campi da gioco; ricco di ragazzi (circa 500) impegnati nelle più diverse attività sportive, un punto di ritrovo, di aggregazione tra diverse età ed esprimo nuovamente la mia stima a chi rende possibile fa funzionare tutto questo e che contribuisce allo sviluppo sano dei giovani.
Sono stata omaggiata di una targa e di un paio di ginocchiere… si certo, sanno che non le uso in campo, ma il significato con cui mi sono state consegnate è pienamente condiviso e lo porto con me da molto tempo: “Nella vita bisogna osare e mettersi in gioco, che non vuol dire essere spavaldi o temerari, ma buttarsi usando mente e cuore, cercando sicurezza nelle proprie capacità (giusta autostima, non superbia) e nelle persone amiche (per un cristiano Gesù Cristo) che come le ginocchiere possono aiutarti a risollevarti anche dopo le cadute più brutte e donarti l’entusiasmo e la speranza per ricominciare e osare ancora!
E’ come lasciarsi andare tra le braccia della persona che ami… se ti fidi veramente, ti butterai completamente e godrai a pieno questa meravigliosa sensazione… se hai dei dubbi, rimani un po’ tesa… rischi di farti male e di fare male all’altro e sicuramente rischi di non gustare al meglio tutto questo!” (cit. Don Daniele).


Affrontate le vostre sfide quotidiane con coraggio, coscienza e cuore!
A presto
Momi


http://www.volleymaniaweb.com/?p=46927


RUBRICA per Pallavoliamo- Crossover- Un viaggio nel Beach Volley

Ciao ragazzi, inizia il nostro viaggio attraverso i pensieri e le azioni delle persone che popolano l’amato mondo del Beach Volley. Siete pronti?
Partiamo subito dai Giocatori, oggi voglio proporvi 3 Top Players delle Olimpiadi di Londra: April Ross, americana, medaglia d’argento, Juliana Felisberta da Silva, brasiliana, medaglia di bronzo e il nostro Paolo Nicolai, quinto posto.
Non mi soffermo sul ricco Palmares di questi tre splendidi atleti; ho fatto loro qualche domanda con la speranza che tra le righe scoviate utili spunti di riflessione o che semplicemente soddisfiate delle vostre curiosità. Buona lettura!

8 domande a April Ross (USA):
1. Quali sono le tue migliori 3 caratteristiche?

April: Penso che le mie migliori qualità siano di saper essere di supporto agli altri, avere una mente aperta a nuove opinioni ed esperienze e di riuscire a mantenere la calma nella maggior parte delle situazioni.
2. Se potessi rubare anche due caratteristiche in altri atleti che ammiri quali sarebbero?

April: Ammiro di Jen, la mia compagna, il fatto di essere molto estroversa e socievole e di fare amicizia in ogni parte del mondo, ammiro di Sara Montagnoli (giocatrice austriaca, rappresentante degli atleti) che cura gli interessi di tutti e lavora duramente per assicurarsi che il nostro sport sia positivo per i giocatori.
3. Cosa dici a te stesso prima di entrare in campo? E al tuo compagno?

April: Provo a darmi fiducia contro la squadra con cui stiamo giocando prima della partita, quindi visualizzo nella mia testa tutto quello che loro fanno bene e come posso fare per fermarlo, poi visualizzo noi che facciamo tutto quello di cui abbiamo bisogno per vincere, faccio questo più e più volte prima della partita, quindi non mi dico molto, ma visualizzo tantissimo. Principalmente alla mia compagna costruisco fiducia dandole feedback positivi durante il riscaldamento così che lei si senta bene mentre entriamo nel match.
4. Come si riesce a mantenere la motivazione per stare sempre al Top? Che cosa ti spinge maggiormente verso i tuoi obiettivi?

April: Penso che la prima cosa che mi mantiene motivata è che amo realmente il beach volley, sarebbe davvero dura viaggiare e competere a questo livello se non lo facessi. Amo il modo in cui mi fa vivere , mi piacciono la libertà e l’opportunità di girare il mondo. Mi piacciono le persone che fanno questo sport e sono competitiva di natura, quindi mi diverte giocare i tornei e cercare di provare ogni volta al mio team che è il migliore. Penso anche sempre all’ obiettivo finale che è una medaglia d’oro alle Olimpiadi, e questa è un grande motivazione.
5. Ci sono degli esempi che hai seguito nella tua vita e che ti hanno portato a diventare quello che sei?

April: Penso che i miei modelli principali siano stati i miei genitori, persone molto amorevoli e che hanno lavorato sodo. Son coloro che mi hanno insegnato l’importanza di lavorare duramente e senza questa lezione so che non avrei mai avuto il successo che ho ottenuto.
6. Quanto conta l'alimentazione nelle tue prestazioni?

April: Credo che la nutrizione sia davvero importante in preparazione, probabilmente il terzo aspetto dopo la preparazione fisica e quella mentale, quindi nel periodo pre-stagionale provo a mangiare più salutare che posso, molta frutta, verdure e pesce, tutto naturale. Tuttavia, una volta che sono al torneo ritengo di dover mangiare quello che il mio corpo mi dice di avere bisogno, quindi se voglio un dolce la sera lo prendo, tutto con moderazione però! Durante il torneo è veramente importante non privarsi di alimenti utili, mi assicuro sempre di mangiare abbastanza per tenermi in energia.
7. Quali sono le tre cose che in valigia porti sempre con te?

April: Mi porto sempre le scarpe da ginnastica perché anche se giochiamo senza scarpe sono necessarie per andare in palestra e per gli allenamenti su strada, ho anche un ombrello perché sembra sempre piovere ai nostri tornei! Portiamo le proteine in polvere da usare nelle bevande dopo l’allenamento per rivitalizzare i nostri muscoli. Vado sempre fuori peso con il bagaglio…quindi potrei andare avanti a descrivervi cosa porto in valigia! Di solito mi porto anche un bell’ abito nel caso uscissimo a cena o andassimo al party dei giocatori a fine torneo.
8. Qual è il miglior insegnamento che hai tratto dallo sport in questi anni di carriera?

April: Che la fiducia in se stessi è la cosa più importante e la qualità più difficile da guadagnare. Non viene facilmente, mi ci è voluto un sacco di lavoro per acquisire la fiducia che ho oggi . Attraverso la lotta per ogni punto e l’avere successo ho guadagnato molta fiducia, non solo nel campo, ma nella vita e adesso posso vedere quanto è importante questo aspetto e quanto possa aiutare le persone. Ho imparato anche che non puoi mai mollare (anche qui sia in campo che nella vita) perché non sai mai che cosa potrebbe succedere. Stavamo perdendo abbastanza malamente contro le numero uno al mondo nella semifinale olimpica (Juliana-Larissa), ma eravamo determinate a non mollare e non so come è accaduto, ma siamo tornate in partita e abbiamo vinto…e quella per me è stata la massima lezione del “non arrendersi mai”.
7 Domande a Juliana (BRA):

1. Quali sono le tue migliori 3 caratteristiche?
Juliana: Onestà , allegria e determinazione.

2. Se potessi rubare anche due caratteristiche in altri atleti che ammiri quali sarebbero?
Juliana: Pazienza e sangue freddo.

3. Cosa dici a te stesso prima di entrare in campo? E al tuo compagno?
Juliana: Cerco di concentrarmi e provo a mettere in pratica quello che ho allenato, alla mia compagna faccio in modo di dare forza e fiducia.

4. Come si riesce a mantenere la motivazione per stare sempre al Top? Che cosa ti spinge maggiormente verso i tuoi obiettivi?
Juliana: perché amo quello che faccio e sono guidata da sfide, ho imparato una cosa che tengo nel cuore sempre: il segreto della felicità è amare il dovere e fare di esso un piacere. " O segredo da felicidade è amar o dever e fazer dele um prazer ".

5. Ci sono degli esempi che hai seguito nella tua vita e che ti hanno portato a diventare quello che sei?
Juliana: Ho avuto vari idoli, ho sempre fatto in modo di avvicinarmi alle qualità che hanno caratterizzato i campioni, ma senza perdere mai la mia essenza.

6. Quanto conta l'alimentazione nelle tue prestazioni?
Juliana: La nutrizione per un atleta di alto livello è fondamentale, il supplemento alimentare deve essere parte dell'alimentazione perché aiuta nel recupero fisico che è tanto importante per uno sport che esige molto dall’ atleta.

7. Quali sono le tre cose che in valigia porti sempre con te?
Juliana: Il mio Ipod , un buon libro e un cuscino.


8 domande a Paolo Nicolai (ITA):

1. Quali sono le tue migliori 3 caratteristiche?
Paolo: Calma, concentrazione/attenzione, serietà. Infatti per natura riesco a mantenere la calma in quasi tutte le situazioni e questo mi permette di mantenere la concentrazione sulla gara o sull'allenamento, riuscendo a essere attento ai particolari. Inoltre nel mio lavoro sono molto serio.

2. Se potessi rubare anche due caratteristiche in altri atleti che ammiri quali sarebbero?
Paolo: Andrei in Germania e cercherei di rubare il più possibile. Sono impressionato dalla loro efficacia, ovvero la capacità di raggiungere risultati, e dalla loro efficienza, la capacità di ottimizzare al meglio le risorse a disposizione per raggiungere i traguardi.
Poi ruberei la classe da Roger/Dalhausser. Ho ancora davanti agli occhi la loro reazione dopo la sconfitta subita contro di noi a Londra. Non hanno cercato scuse e hanno impedito a giornalisti e co. di trovarne. Si sono complimentati con noi e hanno fatto si che nessuno togliesse luce alla nostra vittoria.

3. Cosa dici a te stesso prima di entrare in campo? E al tuo compagno?


Paolo: Io e Lupino abbiamo fatto nostro il motto usato da Micheal Jordan in Space Jam: "Andiamo a divertirci!". Solo a Londra ho aggiunto qualche parola prima di scendere in campo per attenuare la grande pressione che c'era. Mi sono guardato intorno prima di iniziare il riscaldamento e ho detto a Daniele:" questo è il nostro premio per tutti i sacrifici fatti. Godiamocelo!"

4. Che cosa ti ha spinto a dedicarti al Beach Volley?
All'inizio era una prova, poi sono arrivati dei risultati....ed eccomi ancora qui :-)

5. Ci sono degli esempi che hai seguito nella tua vita e che ti hanno portato a diventare quello che sei?
Paolo: Non c'è un esempio , cerco di prendere tante piccole cose da tutti. Infatti ascolto moltissimo e cerco di prendere spunto da ciò che sento. Leggo biografie o libri dei "primi della classe" (sportivi e non). Sono convinto che le persone che riescano a raggiungere l'eccellenza nel proprio campo abbiano tutte qualcosa in comune.
Detto questo cerco di crearmi una mia strada, tenendo ben presenti i consigli della mia famiglia e dei miei allenatori.


6. Come riesci a conciliare lo sport di alto livello con i tuoi affetti personali? A che cosa rinunci?

Ho una famiglia eccezionale e una ragazza fantastica. Riescono a capire che sto rincorrendo un sogno e mi supportano. Io in cambio quando ho un attimo libero cerco di dedicarlo a loro.

7. Chi è lo sportivo che più ammiri e che vedi giocare con maggior piacere?
Micheal Jordan. Mi affascina da quando sono bambino...

8. Cosa consiglieresti ad un giovane che vuole giocare a beach volley?
Ad un giovane cercherei di far capire che il beach volley é uno sport olimpico e in quanto tale è uno sport di primo livello. Questo perché è importante che chi voglia dedicarsi a questa disciplina non si senta parte di un mondo di seconda fascia. Quindi lo inviterei ad approcciarsi con grande serietà al nostro sport...il resto glielo dirà il beach volley stesso.


Interessante, non credete?